"Sono più storto della torre di Pisa, eppure sto in piedi": dieci
anni dopo l'incidente che, appena 26enne, l'ha costretto alla sedia a
rotelle, il giornalista racconta sui suoi blog le emozioni che ha
provato ieri, quando l'esoscheletro, dopo 3 bip, "mi ha sollevato
leggero"
Il racconto particolareggiato, la "cronaca dell'evento", Fanti la affida invece al blog "Invisibili", in cui prova a restituire tutte le sensazioni provate in quel momento: "Il mio grido si è spento in gola giusto nel momento in cui mi sono alzato in piedi per la prima volta dopo dieci anni in sedia a rotelle. Un urlo liberatorio di gioia, di tensione, di ricordi che di colpo tornano alla mente, un grido soffocato appunto per una lunghissima decade. Un urlo silenzioso. Tre bip e l'esoscheletro, mi ha sollevato leggero, come se fosse la cosa più naturale per un uomo. Normale per gli altri ma non per me, paraplegico a causa di un incidente motociclistico. Quell'azione semplice e banale che ognuno compie migliaia di volte a me era preclusa". A rendere possibile cioè che fino a qualche tempo fa sembrava impossibile, è stata "una magia tecnologica, due gambe bioniche e un piccolo computer che le guida. Nessun miracolo, ma l'ingegno dell'uomo. Da qualche tempo infatti - racconta Fanti - ho iniziato il progetto pilota che tra accelerazioni e rapide frenate (qui potete leggere il diario della mia avventura) mi ha portato all'appuntamento con la stazione eretta". La "magia tecnologica" si chiama Rewalk: tecnicamente è un "esoscheletro", più semplicemente delle "gambe bioniche". Un ausilio che arriva da lontano, da Israele, ma che oggi è sviluppato dal centro protesi Inail di Vigorso di Budrio ed è oggetto anche di alcuni progetti pilota. "Ero troppo stupito e impaurito per potere godere di quei dieci minuti (che mi sono sembrati un attimo) - racconta ancora Fanti - Il mio corpo impegnato a riassettarsi sulla posizione verticale. Il mio cervello invaso da mille pensieri contradditori: gioia e malinconia, paura e voglia immensa di spingermi oltre... Al ritorno dalla prima seduta (ne devono seguire almeno altre 20) mi sono sciolto in un pianto liberatorio - confessa - Nelle lacrime le immagini del mio passato. Di quei primi 26 anni trascorsi da bipede... di quelle sensazioni, a contatto di pelle, che avevo nascosto nei reconditi dell'anima. Troppo faticose, troppo dolci-amare... emozioni che sono solo ricordi e non torneranno comunque più. E che lasciano ora spazio per le nuove... chissà magari quelle che genererà il muovere il primo passo".
fonte:http://www.superabile.it/
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