VENEZIA – Da sette anni ormai grazie alla stretta collaborazione tra
Venicemarathon e l’Ufficio eliminazione barriere architettoniche del
Comune, è stato avviato il progetto “Venezia Accessibile” che prevede
delle rampe su tutti i 13 ponti che i maratoneti devono affrontare negli
ultimi chilometri del percorso, un ostacolo normalmente insuperabile
per gli atleti che partecipano in carrozzina.
Con questo progetto, le rampe che sono state ideate fin dalla prima
edizione, saranno fisse fino al prossimo Carnevale, per un periodo di
oltre quattro mesi. Questo progetto è inserito perfettamente nella
filosofia operativa della Venicemarathon che non vuole essere
esclusivamente un evento sportivo ma anche un veicolo atto a valorizzare
e promuovere tutto il territorio, rendendolo in questo modo più
fruibile a tutti. Non a caso domani pomeriggio, dopo la cerimonia
d’inaugurazione delle rampe, verrà dato il via a una simbolica gara non
agonistica denominata “Mamme in Rampa”, un gruppo di giovani madri
daranno vita con i loro passeggini a una spensierata corsa su e giù per
le varie rampe. Inoltre, per questa edizione, in collaborazione con la
Biennale di Architettura di Venezia, il progetto è partito già in agosto
con la messa in opera delle prime due rampe che rendono accessibile
l’ingresso ai padiglioni della Biennale. Un po’ di Venicemarathon si
trova anche all’interno del padiglione Venezia dove la politica di
eliminazione delle barriere architettoniche del Comune di Venezia è
illustrata con i progetti degli architetti vincitori nel 2005 del
concorso legato alle rampe della maratona.
fonte:http://www.disablog.it/
Blog nato a partire dalla mia esperienza di volontariato in piscina a contatto con persone con disabilità(ecco il perchè di "acquasenzabarriere"), successivamente ampliato anche a tematiche più generali, ma comunque curiose ed interessanti fonti di riflessione.
Nuovo blog
Presto il blog si trasferirà all'indirizzo disabilitasenzabarriere.it. Puoi già visitare il sito e inviarci la tua e-mail. La useremo soltanto per informarti quando il blog sarà attivo.
Un saluto!
Ilaria
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martedì 30 ottobre 2012
lunedì 15 ottobre 2012
Dolore cronico, la storia di Luca e del suo "arto fantasma"
"Il dolore è nella memoria del nervo. Non è una questione psicologica, è un dolore fisiologico, che un po' per la fatica, un po' per la postura, si irradia anche all'altra gamba e alla schiena. Pur di vivere sereno rinuncerei al ginocchio, amputando più in alto, ma non servirebbe a nulla". E a nulla è servita anche l'interminabile trafila di terapie, operazioni (24 interventi in 13 anni) e morfina che Luca ha attraversato. Ha provato un impianto perinervoso, che rilascia analgesici direttamente sul nervo sciatico: "È un metodo collaudato, che ha curato moltissime persone, ma il mio corpo ha rigettato l'impianto". Ha provato agopuntura, ipnosi regressiva, neuralterapia: nessun beneficio. "Il mio è un dolore che si evolve, si adatta alle terapie. Ora spero in un nuovo farmaco estratto dalla canapa, ma soprattutto spero nella ricerca del professor Raffaeli e della Fondazione Isal, perché non vorrei prendere più nulla". Più che la medicina, è l'arte a dare oggi sollievo a Luca. Una cura per la mente, che gli permette di abbattere il muro della sofferenza attraverso un'esplosione di colori. "Nel dipingere mi sfogo, tiro fuori quello che ho dentro, che non è il male, è la voglia di vivere. Attraverso il colore sdrammatizzo il dolore, soffro ugualmente il male dell'inferno, ma invece di stare a letto, mi metto al cavalletto e dipingo".
Ma curare il dolore cronico spesso si può: occorre però sapere come farlo e a chi rivolgersi. Esistono nuove tecniche per il trattamento della lombalgia cronica, patologia che in Italia riguarda il 6% della popolazione. Per informare i cittadini sulle terapie disponibili e sui centri specialistici presenti sul territorio e raccogliere fondi a sostegno della ricerca scientifica, sabato 13 ottobre la Fondazione Isal organizza la "Seconda giornata nazionale contro il dolore", in oltre 60 piazze italiane. Fondata nel 1993 a Rimini, la Fondazione opera su tutto il territorio nazionale ed è la prima in Italia per capillarità. Promuove la conoscenza, la ricerca e la formazione medica nell'ambito della terapia del dolore.
fonte:http://www.superabile.it/
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