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Ilaria

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mercoledì 5 dicembre 2012

Modelle & Rotelle, le ragazze in carrozzina sfilano per l’alta moda

Fotografia scattata nel corso della sfilata "Modelle & Rotelle", evento organizzato dall'Associazione VerticalChi poteva immaginare che ragazze affette da disabilità motoria avrebbero potuto sfilare in passerella per le maggiori firme dell’alta moda internazionale?

È successo a Modelle & Rotelle, evento organizzato a Roma dalla Fondazione Vertical per la cura della paralisi.

Una manifestazione che ha volutamente bandito le definizioni politically correct.

In passerella, infatti, non c'erano ragazze "disabili" o "diversamente abili; bensì due modelle che hanno indossato abiti haute couture del fashion system: una era "in piedi" e l'altra su una carrozzina.
I nomi che hanno aderito all'iniziativa sono tanti: Balestra, Gattinoni, Gai Mattiolo. Giada Curti, Nino Lettieri, Massimo Crivelli. E, ancora, Jamal Taslaq, Franco Ciambella, Gianni Sapone e Ivan Iaboni.

L'iniziativa è nata per promuovere la raccolta fondi a favore della ricerca nel campo delle nanotecnologie.

Ma dietro all'operazione c'è un messaggio forte e altrettanto importante: si può essere attraenti anche su una sedia a rotelle. La bellezza e il fascino, si sa, non sono – non sono mai stati – esclusivamente una questione di gambe.

venerdì 23 novembre 2012

Cinzia Chiarini: contusa e felice !


Si descrive parafrasando il titolo di una canzone di Carmen Consoli la vulcanica creativa Cinzia Chiarini di Pontedera (Pi), paraplegica a causa di un incidente. Una donna che morde la vita gustandola a pieni morsi, urlando la sua femminilità e utilizzando tutta la sua creatività per sensibilizzare a tematiche sociali importanti, attraverso la realizzazione di progetti grafici e teatrali molto interessanti.
Ha sfilato sulla passerella del Crystal Club di Roma per la prima edizione di “Modelle & Rotelle”, concorso-evento organizzato da Vertical - Fondazione italiana per la cura della paralisi Onlus – per raccogliere fondi e per sensibilizzare al tema della disabilità al femminile.

Chi ha studiato il tuo look? Rispecchiava la tua personalità? Valorizzava la tua femminilità?
Diversi stilisti con le loro collezioni si sono resi disponibili ed hanno messo a disposizione la loro esperienza. Ci hanno vestito rispettando la nostra personalità e le nostre esigenze. Il vestito che ho indossato mi rispecchiava e valorizzava la mia personalità, diciamo che mi ci sentivo bene dentro.

E' la prima volta che partecipi ad manifestazione simile? Che cosa ti ha spinto ha parteciparvi? E come ci sei arrivata?
Non è la prima volta che sfilo. Ho già fatto una sfilata nel 2000 a Roma, all'EUR, organizzata da Ileana Argentin. Eravamo sedici ragazze tutte in carrozzina e poi ho ripetuto l'esperienza in qualche sfilata locale nella zona dove abito, ma dove l'unica a sfilare in carrozzina ero io. A partecipare a “Modelle & Rotelle” mi ha spinto quella punta del mio sano ego a cui piace sempre mettersi in mostra. La convinzione che una ragazza, nel mio caso una donna, deve avere pari opportunità da vivere indipendentemente se su un “trono” a ruote o meno. Il mondo non è solo di chi sta in piedi. Su questa terra ci deve essere posto per tutti e tutti devono avere gli stessi diritti e le stesse opportunità, ognuno rispettando i propri doveri.
Alla sfilata sono arrivata in macchina...ahahahahahah …. scherzo!!! Conosco Fabrizio Bartoccioni, fondatore e presidente della Vertical da sedici anni, come si dice in Toscana, siamo compagni di merende. Eravamo in ospedale insieme al Centro Traumatologico Ortopedico di Firenze. Mi ha chiesto lui se volevo partecipare.



Credo sia venuto il momento di conoscere la Cinzia di tutti i giorni, ora. Chi è? Che cosa fa?
Cinzia di tutti i giorni è una donna che viaggia a ruota libera. Una testa e uno spirito libero che sogna, che ama, vive da sola in campagna circondata da bellissime colline toscane. Una donna che ha costruito la sua indipendenza organizzandosi in funzione dei suoi limiti. Guida la macchina, si muove indipendentemente, va in piscina, fa laboratorio teatrale, organizza laboratori sul riciclaggio nelle scuole e crea oggetti con materiali riciclati, recuperando oggetti che comunemente vengono buttati... Una creativa direi!!! Inoltre legge, scrive, ascolta musica e le piace il cinema, una donna che vive intensamente la sua vita, circondata da persone che le vogliono bene.
Immagine: una foto di Cinzia
Ci racconti, a modo tuo, il passaggio dal mondo “normale” a quello di Oz?
Una sera di settembre lo scontro con un albero ha cambiato il percorso della mia vita in un nano secondo. Improvvisamente, mi son trovata catapultata in un mondo a me sconosciuto, quello dell'handicap. Impatto duro, ma che non ha intaccato la mia voglia di vivere e di credere nella vita. Ho solo messo un punto e da qui sono ripartita. Certo, non è stato facile ripartire e niente mi è stato regalato. Ho pianto, sofferto e lottato per riorganizzare la mia vita, sapevo che avevo dentro di me la forza e l'energia per farlo. Dovevo raggiungere un mio equilibrio e ci son riuscita. Oggi mi sento una donna pienamente soddisfatta di sé - contusa e felice - con ancora tante cose da fare, scoprire e sopratutto da imparare.

Contusa e felice... Colgo una forte autoironia. Lo sei diventata, autoironica, o lo sei sempre stata?
Son sempre stata una persona molto ironica, mi piace ridere e far ridere. Il mio spirito toscano contribuisce alla mia ironia.
Il mondo delle donne e il mondo delle donne con disabilità, spesso, corre su due binari paralleli. Perché?
Perché spesso una donna con disabilità viene identificata come la poverina che niente può. Niente storie d'amore, né storie di sesso, né storie di moda, di sfilate, di lavoro... Una donna disabile viene identificata solo come tale, invece noi donne disabili, siamo e ci sentiamo donne e a tutti gli effetti nonostante i nostri limiti, ma purtroppo esistono ancora molti pregiudizi e vizi di pensiero a riguardo. C'è ancora tanto da fare per sconfiggere queste barriere mentali.

fonte:http://www.uildm.org/

giovedì 4 ottobre 2012

Progetto "All for fashion": moda e disabilità

Non stiamo parlando di qualcosa di scontato: per le giovani ragazze belle ma disabili, non è facile arrivare a sfilare; è precluso a gran parte dei disabili entrare nel mondo della moda, dove chi è disabile è considerato imperfetto e in un mondo, dove solo la bellezza, intesa come perfezione, va avanti, la disabilità è vista come problema dai più.
Stiamo parlando di una bellezza “incompleta”, non ordinaria, che potrebbe creare imbarazzo. Brutto da accettare ma questa è la verità: guardare una sfilata con un modello o modella disabile crea questa percezione. La bellezza di un disabile è ancora vissuta come un taboo, non solo per il mondo della moda ma anche del cinema, forse un po’ meno nel mondo della TV.
Abbiamo superato tanti ostacoli, ma quello della moda ha ancora mille difficoltà: è duro demolire questo muro. L’unica eccezione è quella del visionario Alexander McQueen, che per primo fece sfilare una modella dalle gambe amputate, un caso è avvenuto anche nel nostro bel Paese, a sfatare questo taboo è stata Annalisa Minetti, che ha sfilato per un’importante maison nostrana, Gattinoni, in Piazza di Spagna.
Oggi però qualcosa si muove: è un progetto il “ALLforFASHION”, che vuole portare agli occhi di tutti la bellezza, che anche se diversa, è sempre bellezza. Un progetto, nato per favorire l’inserimento nel mondo della moda delle persone con disabilità, ideato da Marta Pellizzi, giovane ipovedente, con una grande dinamicità e voglia di cambiare lo stato attuale delle cose.
Marta Pellizzi, in un’ intervista ha dichiarato,  che oltre ad Annalisa Minetti ed Aimee Mullins ci sono altre donne che hanno avuto notorietà nel mondo della moda ma sempre per brevi periodi di tempo. La moda come tutti sappiamo ha delle regole, tutti sanno che per salire in passerella bisogna avere determinate misure e determinate caratteristiche fisiche. Una persona con disabilità è reputata imperfetta per tale mondo ed è ciò che spaventa e che ne limita l’ingresso.
L’imperfezione e la diversità spaventano sia la società, che chi vive la moda. La disabilità incomincerà ad entrare nel mondo della moda quando si cambierà il modo di percepire la bellezza. La bellezza non è sempre da intendere come un corpo perfetto ma come un qualcosa che può avere varie forme e che seppur diversa, rimane tale.
Il progetto che ha deciso di portare avanti nasce da una sua personale aspirazione che va ad unirsi alla volontà di essere utile al prossimo. Marta Pellizzi, ha sempre pensato di fare la fotomodella ed unendo questo obiettivo personale alla volontà di organizzare eventi all’interno della mondo della moda che parlassero di disabilità è nato ALLforFASHION. Lo scopo dell’obiettivo del progetto è di realizzare una sfilata di alta moda con modelli e modelle diversamente abili che possano sfilare con abiti di lusso creati appositamente per l’occasione.

Il percorso per la realizzazione del progetto “ALLforFASION”, oltre la realizzazione della sfilata, prevista per settembre 2012, prevede le iscrizioni al casting che cominceranno nel mese di gennaio e chi sarà prescelto, potrà partecipare a un corso di portamento e gli sarà consegnato un book gratuito.
Una buona occasione per sfatare i taboo con cui viviamo, un’ottima opportunità per la bellezza e nuove prospettive per tutti quelli che hanno sempre sognato di fare i modelli.

fonte:http://www.italnews.info/

Valentina Guerrero: baby modella che ha conquistato gli USA




Valentina Guerrero: la baby modella con la sindrome di Down che ha conquistato gli Usa

"Ogni bambino merita le stesse opportunità, indipendentemente dalle proprie condizioni fisiche, economiche, sociali, etniche o mediche": ad affermarlo, intervistata dal Daily Mail, è la madre di Valentina Guerrero, la bimba di 10 mesi affetta da sindrome di down diventata una vera e propria star negli Usa per essere una delle nuove "modelle" della campagna pubblicitaria della stilista Dolores Cortés.
Dolores Cortés è uno dei brand d'abbigliamento per bambini più famosi nel mondo, e la presenza di Valentina rompe finalmente l'assurdo tabù che non aveva mai visto finora un modello affetto da alcun tipo di disabilità.
La baby modella compare nel catalogo della collezione estiva, apparendo anche sulla copertina.
La casa d'abbigliamento ha annunciato che donerà il 10% dei profitti dalla nuova collezione Usa all'Associazione Sindrome di Down di Miami. Un altro bel messaggio.

fonte: http://www.today.it/



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sabato 29 settembre 2012

Push girls reality !!!


Quando le cinque protagoniste di Push Girls entrano in una stanza l'attenzione non si concentra affatto sulla sedia a rotelle sulla quale sono costrette ma sul modo straordinario in cui sono riuscite a gestire l'ostacolo che la vita ha messo loro di fronte. Splendide, gioiose e paralizzate. E' talmente spiazzante che si comprende perché il Sundance Channel abbia deciso di trasmettere il documentario che racconta la loro storia.

Push Girls
andrà in onda sul Sundance Channel, il canale specializzato in cinema indipendente, da lunedì 4 giugno. Prodotta da Gay Rosenthal, la docu-serie traccia un ritratto di cinque donne bellissime e dinamiche, che per incidente o malattia hanno perso l'uso delle gambe. "Uno sguardo realistico e senza censure su cosa significa essere sexy e ambiziose e vivere su una sedia a rotelle a Hollywood", recita il claim della trasmissione bandendo ogni falso pudore. La direttrice del canale, Sarah Barnett, ha annunciato l'acquisto dei 14 episodi di mezz'ora della serie, così glamour da sembrare uno dei tanti reality sulla vita delle celebrità. In questo caso, però, sorprende il punto di vista di queste signore che affrontano la vita a testa alta, ma anche soprire quanto sia vero quello che affermano le "push girls", ovvero che più che la sedia a rotelle si nota la forza di chi ci vive sopra.

Le cinque donne non si conoscevano quando erano in grado di camminare, ma ora sono inseparabili. Il paragone con Carrie Bradshaw e le sue
amiche di Sex & The City non è inopportuno come potrebbe sembrare. Angel, Mia e Tiphany, che vivono tutte a Los Angeles, hanno incontrato casualmente, anche se loro parlano di "serendipity", Angela Rockwood, modella e attrice tetraplegica da quasi 11 anni in seguito a un incidente d'auto. Poi, due anni fa, a un evento benefico le quattro hanno incontrato la ventenne Chelsie e sono subito diventate le sue "sorelle maggiori". La serie è nata quando Gay Rosenthal ha incontrato la Rockwood e lei le ha presentato le sue amiche. Gay ha iniziato a girare il documentario, lo ha proposto a molte emittenti televisive. E' stata Sarah Barnett del Sundance Channel la prima a rispondere.

"Guardare come queste ragazze affrontano la vita - ha spiegato il produttore - non è solo fonte di ispirazione ma è davvero avvincente. E' uno spettacolo che sfida la percezione che gli altri hanno rispetto a chi vive su una sedia a rotelle. Con questo documentario diamo al pubblico un ritratto onesto, schietto e dal cuore, di chi passa la vita così. Sono lieto di condividere la loro storia in una rete che si vanta di offrire una narrazione autentica, coraggiosa e rispettosa."

E in effetti trascorrere del tempo a vedere come affrontano la vita Angela Rockwood, Auti Angel, Mia Schaikewitz, Tiphany Adams e Chelsie Hill, può fornire a chiunque qualche spunto e un termine di paragone su come gestire le battute d'arresto della propria esistenza.

fonte: http://www.repubblica.it/