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Ilaria

Visualizzazione post con etichetta violenza. Mostra tutti i post
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domenica 25 novembre 2012

Scappiamo al primo schiaffo

Noi siano Antonella, soffocata a 21 anni da un “fidanzato geloso”. Siamo il corpo martoriato di Fabiola, a cui il marito ha scaricato addosso tutti i proiettili di una pistola. Siamo Rosetta, strangolata dal marito che l’aveva abituata alla paura delle botte e alla fine l’ha ammazzata. Siamo Enzina, mamma disabile uccisa a pugni da suo marito che si è giustificato così: “Ero ubriaco”. Siamo Leda, morta in ospedale dopo mesi agonia perché il suo compagno le aveva dato fuoco. Siamo Rosanna e la sua bambina, che un giorno ha telefonato al 118: “Papà ha ucciso la mamma e si è suicidato”. Siamo Antonia, assassinata per strada dall’ex compagno con una stilettata al cuore. “Mi ha picchiato ancora”, le sue ultime parole. Siamo Kaur, uccisa dal marito e gettata nel fiume: aspettava un bimbo e “vestiva troppo all’occidentale”. Siamo Vincenzina, accoltellata dal marito davanti al figlio adolescente perché non lo “lasciava parlare durante una discussione” . Noi siamo morte in 120, dall’inizio del 2012 in Italia con la sinistra cadenza di una ogni due giorni. Siamo state uccise “dai nostri cari”: il termine “femminicidio” è un neologismo orribile e necessario. L’Italia è all’80° posto (in una graduatoria di 135 paesi) nel Gender Gap 2012 del World Economic Forum, un’analisi quantitativa della situazione relativa di maschi e femmine, attraverso 14 indicatori in quattro aree: economia e lavoro; istruzione; politica; salute e aspettativa di vita. Eppure le situazioni di violenza sono molto simili in altri Paesi.
Non solo: secondo Telefono rosa che ha elaborato i dati delle violenze denunciate, il fenomeno non si può affatto relegare a situazioni di disagio sociale, perché riguarda donne di ogni condizione. Il 60% delle vittime ha tra i 35 ed i 54 anni, l’85% delle violenze si consuma nell’ambito di relazioni sentimentali (con un aumento di 3 punti rispetto 2011); il 72% denuncia forme di violenza psicologica, il 44% violenza fisica. Nell’82% dei casi la violenza è continua: il 15% delle intervistate svela di subire violenza da almeno vent’anni, il 15% da almeno dieci. Com’è possibile che gli abusi diventino un’abitudine per dieci o vent’anni? Ogni caso è a sé, eppure un tratto comune ci deve essere. Il ricatto economico, il soffocamento della dignità, la perdita di fiducia e della dignità di sé. La convinzione di riuscire a cambiare un compagno brutale: ma è un’illusione vana, pericolosissima. Dopo il primo occhio nero si può solo scappare, non c’è nulla da comprendere.
Oggi è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Per onorare le vittime possiamo ricordare i loro nomi e le loro storie dolorose. Sapere che l’assassinio è la punta di un iceberg. Ricordare che siamo, potenzialmente, tutte vittime: non importa quante lauree, quanti soldi, quale famiglia alle spalle. Soprattutto possiamo insegnare ai nostri figli il rispetto. E alle nostre figlie che nessun amore cambia un uomo violento, ma l’amore per noi stesse ci salva la vita.


fonte:http://www.ilfattoquotidiano.it/

sabato 24 novembre 2012

Abusi sessuali sulla figlia disabile scoperti dalla scuola: genitori e nonno nei guai



UDINE - Era stata costretta a subire abusi sessuali di ogni genere una bambina con deficit psichici, abusata fino all'età di sette anni. Responsabili sarebbero stati il padre, 42 anni, la madre di 43 e il nonno settantenne, tutti residenti nella Bassa friulana, che sono stati rinviati a giudizio oggi dal gup del tribunale di Udine per violenza sessuale su minore.

Gli abusi erano stati scoperti tre anni fa, dopo che la bambina aveva manifestato a scuola comportamenti e segnali di disagio tali da insospettire gli insegnanti e da far seguire il caso dagli assistenti sociali. La bambina, che aveva raccontato gli abusi, che troverebbero conferma anche nelle visite mediche effettuate dai periti della procura, era stata allontanata d'urgenza dalla famiglia d'origine con provvedimento del sindaco del suo comune di residenza, poi confermato dal tribunale per i minori di Trieste. Il tutore nominato per la bambina si è costituito parte civile nel processo che si celebrerà in febbraio.

fonte:http://www.ilgazzettino.it/

venerdì 9 novembre 2012

Abusa donna disabile,condannato a 4 anni

Abusa donna disabile,condannato a 4 anniUn quarantenne è stato condannato dal gup di Livorno a 4 anni di reclusione per violenza sessuale continuata nei confronti di una disabile di 31 anni, nonche' di minaccia e molestie nei confronti di un'amica. Le indagini della polizia di Piombino avevano accertato che l'uomo aveva contattato la donna su una chat e l'ha poi costretta a rapporti sessuali. Lei si era confidata con un'amica che ha tentato di dissuadere l'uomo, il quale le aveva proposto un rapporto a tre minacciandola.

fonte:http://italia.panorama.it/

mercoledì 31 ottobre 2012

Depp a giudizio, i suoi bodyguard aggredirono una persona disabile

Guai giudiziari per Johnny Depp. Una donna disabile ha dichiarato di essere stata aggredita dalle sue guardie del corpo durante un concerto lo scorso dicembre, sotto gli occhi della star americana, che non avrebbe fatto nulla per bloccarle.
CHIESTO IL RISARCIMENTO DEI DANNI. La donna si è rivolta al giudice, chiedendo il risarcimento dei danni subiti. Lo ha reso noto la Corte Superiore di Los Angeles. Robin Eckert, 53 anni, professoressa di medicina presso l'Università della California (UC) a Irvine, aveva acquistato i biglietti per un concerto di Iggy and the Stooges.
TRASCINATA A TERRA. Uscita durante l'intervallo, ha raccontato che le guardie del corpo di Depp le avrebbero impedito di tornare al suo posto per la ripresa del concerto e che sarebbe stata trascinata in terra. Uno dei legali di Depp, Andrew Brettler, ha negato ogni coinvolgimento del suo cliente. «Non possono provare niente, solo che lui era lì, passivamente», ha detto, aggiungendo che solo due delle quattro guardie di sicurezza coinvolte nell'incidente lavorano per Johnny Depp.

fonte:http://www.lettera43.it/

domenica 28 ottobre 2012

Cedeva la figlia invalida totale all'amante: arrestata 48enne

FOGGIA - Una donna di 48 anni è stata arrestata dalla polizia a Foggia con l'accusa di aver favorito gli incontri sessuali di una delle sue quattro figlie (maggiorenne, affetta da ritardo mentale e invalida al 100%) con il suo amante 74enne. Anche l'uomo, accusato assieme alla donna di violenza sessuale aggravata, è stato arrestato in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare. Per l'età avanzata ha ottenuto i domiciliari.

«La donna - ha spiegato il dirigente della mobile di Foggia, Alfredo Fabbrocini - non lo faceva per soldi, ma per compiacere l'amante. Accompagnava la figlia in un casolare fuori città e la metteva a disposizione dell'uomo. La donna aveva tentato di agire allo stesso modo con un'altra figlia che però si è rifiutata». Le indagini sono partite all'indomani della denuncia presentata dalle tre figlie e dall'ex marito della donna che era venuto a conoscenza delle violenze, cominciate nel 2007.

lunedì 15 ottobre 2012

Sterilizzazioni forzate: dal 1985 al 1998, circa 6 mila negli ospedali psichiatrici

ROMA - Risale al 2008 l'inizio del cosiddetto "caso Gauer", che ha posto all'attenzione della cronaca internazionale la questione della violenza contro le donne disabili. Ad agosto 2011, dopo quasi 3 anni, è approdato alla Corte europea dei Diritti umani, ma ci vorranno alcuni anni per conoscere la pronuncia. Silvia Cutrera, presidente dell'Avi (Agenzia per la vita indipendente) di Roma e membro dell'Adf (Europea disability forum) ci aiuta a ricostruire i fatti e inquadrarli nel problema, ancora molto diffuso, della violenza contro le donne disabili a cui oggi è dedicata un'audizione dell'Edf al Parlamento europeo
Cos'è il caso Gauer e quale la sua importanza?
Il 10 dicembre 2008, presso la V Sezione della Corte di giustizia francese, è stato depositato il ricorso di Joelle Gauer ed altre donne disabili contro la Francia, nel quale le ricorrenti denunciavano di essere state sterilizzate senza il loro consenso. I fatti risalgono agli anni 1995-1998, quando alle giovani donne con disabilità viene praticata la legatura delle tube come metodo contraccettivo, senza il loro consenso e senza che fossero informate della natura dell'intervento. Dopo varie vicissitudini, nel 2006 il Tribunale di Sens emette un'ordinanza di non luogo a procedere, sostenendo che l'operazione chirurgica non poteva essere considerata una pratica illecita e che l'assenza di consenso non attribuiva connotati penali ai fatti denunciati. Decisione confermata in appello nel marzo 2007, motivata dalla tesi che la legatura delle tube è tecnicamente reversibile, che le persone con disabilità mentale non sono in grado di accudire i loro figli e quindi tale metodo contraccettivo era stato scelto nell' interesse delle ricorrenti, senza alcuna volontà di mettere in pericolo la loro salute: non era stata adottata quindi una politica eugenetica. La Corte d'appello aggiungeva che tali fatti trovavano copertura nelle leggi in vigore.
La vicenda è finita così?
No. Succede che le parti civili ricorrono in Cassazione, che nel giugno del 2008 dichiara il ricorso irricevibile ai sensi dell'art. 575 del codice di procedura penale che prevedeva requisiti restrittivi per permettere alle parti civili di ricorrere in appello contro le sentenze della Camera istruttoria. Sollevata la questione di legittimità costituzionale, lo stesso art. 575 viene dichiarato incostituzionale e abrogato il 23 luglio 2010. Invocando l'art. 6 della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, i ricorrenti denunciano che le giovani donne fin dall'inizio della procedura giudiziale non hanno potuto essere rappresentate, che non era stato nominato un amministratore ad hoc, che l'associazione che si era costituita parte civile è stata considerata priva dei presupposti per stare in giudizio. Invocano anche l'art. 3, per contestare l'attacco alla loro integrità fisica, visto che sono state sterilizzate senza consenso; l'art 8 e 12, perché non è stato rispettato il diritto alla loro vita privata ed è stata impedita la formazione di una famiglia e infine l'art. 14 per contestare la discriminazione subita in quanto persone con disabilità. Nell'agosto del 2011 il caso Bauer è approdato alla Corte europea dei Diritti umani, ma ci vorranno alcuni anni per conoscere la pronuncia.
Violenza sulle donne disabili: ci sono numeri per riuscire a inquadrare le dimensioni del fenomeno?
Le cifre sono poco attendibili, considerato che molte violenze rimangono sotto silenzio. Tuttavia, si stima che, a livello europeo, circa il 40% delle donne con disabilità subisca una qualche forma di violenza. Sono 80 milioni le persone con disabilità in Europa, di cui circa la metà donne: circa il 16% delle donne europee è disabile.
Quali tipi di violenze e abusi sono più frequentemente subiti da donne disabili?
La violenza più aberrante è quella sessuale, ma la violazione più diffusa è quella dei diritti umani: diritto alle cure sanitarie (specialmente quelle di diagnostica preventiva), diritto alla formazione, al lavoro, alla sessualità etc.
Sterilizzazioni forzate: vietate dalla legge, ma di fatto ancora praticate. Ci sono cifre sul fenomeno?
Sì, le sterilizzazioni senza consenso sono ancora praticate nel mondo ma non sono in grado di quantificare. Sappiamo però che in Italia, dal 1985 al 1998, si sono praticate circa 6.000 sterilizzazioni forzate negli ospedali psichiatrici.

fonte:http://www.superabile.it/

domenica 14 ottobre 2012

Poliziotto abusa di 15enne disabile

COMO - Un poliziotto in pensione di 55 anni è stato arrestato da agenti della polizia di frontiera di Como in un parcheggio appartato a Ponte Chiasso mentre stava avendo un rapporto sessuale con una ragazzina di 15 anni. L'uomo è stato tratto in arresto perchè considerato responsabile di aver approfittato delle minorate condizioni psichiche della minorenne. Con gli ex colleghi che lo hanno fermato, il 55enne avrebbe tentato di giustificarsi dicendo che la ragazzina era consenziente.

fonte:http://www.ilmattino.it/

venerdì 12 ottobre 2012

Accudisce il disabile a bastonate: la madre glielo aveva affidato prima di morire

NAPOLI - Un'anziana donna aveva fiducia in lui tanto che, due anni fa, poco prima di morire gli aveva affidato suo figlio affetto da una grave disabilità. Ma il vicino di 63 anni - secondo quanto ricostruito dalla polizia - non avrebbe esitato a maltrattare la vittima, un uomo di 54 anni, costretto su una sedia a rotelle.

Il fatto è accaduto ad Afragola, in provincia di Napoli, dove gli agenti del locale commissariato hanno arrestato Margione. La vicenda è stata ricostruita dagli agenti, coordinati dal vicequestore Luciano Nigro.

Due anni fa un'anziana donna affidò al sessantatreenne - che era un suo vicino di casa - il figlio. Per l'affidamento, Margione - secondo la polizia - avrebbe anche potuto disporre della pensione dell'invalido di circa 1300 euro mensili.

Ma anzichè curarlo non avrebbe esitato a maltrattarlo e, talvolta, a picchiarlo con un bastone e lasciandolo in pessime condizioni igieniche. La scorsa estate però alcune vicini hanno segnalato la vicenda e la polizia ha avviato le indagini accertando che la vittima era stata ricoverata in ospedale anche a causa di una frattura che sarebbe stata causata dalle percosse.

Al termine delle indagini il gip del tribunale di Napoli ha emesso nei confronti di Margione un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. La vittima, invece, dopo l'interessamento del parroco del quartiere, è stata condotta in una casa di cura in Giugliano in Campania, dove potrà ricevere le cure adeguate.

fonte:http://www.ilmessaggero.it

mercoledì 3 ottobre 2012

Usa:poliziotto picchia persona disabile

NEW YORK- Sono immagini scioccanti quelle di un video diffuso in rete che mostra due agenti della polizia accanirsi in modo violento contro un disabile.
L'uomo, di 50 anni, viene inizialemente strattonato e successivamente viene colpito ripetutamente con pugni che lo fanno cadere dalla sedia a rotelle.
L'ufficiale che aveva già dei precedenti, è stato identificato grazie alle telecamere di sorveglianza,  e congedato immediatamente. Ora si indaga sul motivo di tale violenza.


sabato 29 settembre 2012

Mihaela. Mendicante disabile aggredita per aver accettato l'aiuto del comune

Mihaela, giovane romena spastica sin dalla nascita, chiede l'elemosina a pochi passi dalla stazione Santa Maria Novella di Firenze. Nei mesi scorsi è stata minacciata da alcuni suoi connazionali dopo essere stata avvicinata dagli assistenti sociali. Ancora oggi chiede l'elemosina per strada, ma da alcuni mesi è ospite dell'albergo popolare Paolino

FIRENZE - Mihaela è sempre lì, allo stesso semaforo di viale Belfiore, a pochi passi dalla stazione Santa Maria Novella di Firenze. E' romena, ha un'andatura lenta e ondeggiante, complice il fatto che è spastica dalla nascita. Ai piedi porta un paio di ciabatte sgangherate, addosso una tuta ingiallita dal tempo, quasi sempre la stessa. Avanza a tentoni tra macchine e motorini incolonnati alla ricerca di qualche moneta per guadagnarsi da vivere. "Non voglio aiuto" si limita a dire a un tentativo di avvicinamento. E' quanto disse tempo fa anche agli assistenti sociali del comune di Firenze, che hanno tentato più volte di aiutarla inserendola in una struttura di recupero. Una volta c'erano riusciti, ma Mihaela subì un'aggressione da un connazionale. Ecco perché si è ipotizzato l'ipotesi di un racket dell'elemosina, dove un'organizzazione criminale assegna ai mendicanti semafori prestabiliti e impedisce ai propri uomini e alle proprie donne di ricevere assistenza dalle strutture comunali. E allora Mihaela è tornata sulla strada. Ma negli ultimi mesi la sua vita ha preso una piega migliore. Il comune è tornato da lei, nonostante i suoi tentativi di svincolamento. Adesso è ospite all'albergo popolare San Paolino e finora non ha ricevuto nessuna minaccia da parte dei suoi connazionali. Quest'estate è addirittura andata al mare a Cecina (Livorno) insieme alla Caritas. "E' stato bello vedere il mare" racconta prima di ricominciare il suo cammino attraverso le macchine in sosta.

fonte:http://www.superabile.it/

giovedì 27 settembre 2012

90enne violenta ragazza disabile


Un pensionato di 90 anni è stato arrestato a Milano con l'accusa di violenza sessuale aggravata e atti osceni in luogo pubblico, per aver abusato lo scorso marzo di una ragazzina di 16 anni disabile in un parco del capoluogo lombardo . L'anziano ha avvicinato la ragazzina disabile, l'ha costretta a sdraiarsi sulla panchina dove abitualmente si ferma a leggere il giornale, l'ha toccata nelle parti intime e ha cercato di baciarla. Testimone dell'episodio è stata un'amica della giovane vittima, che non è riuscita a fermare l'anziano e ha telefonato alla madre che a sua volta aveva avvertito la polizia. L'uomo, che compirà 90 anni il prossimo novembre, è finito agli arresti domiciliari (ha più di 75 anni e dunque non può andare La ragazzina, tornando con la madre dal centro per disabili dove trascorre le giornate, lo ha visto mentre sedeva sulla stessa panchina dove aveva abusato di lei. La madre ha chiamato la polizia, che ha identificato l'anziano. La giovane vittima e l'amica sono state sottoposte ad audizione protetta, e entrambe hanno riconosciuto nel 90enne l'autore della violenza. Sono così scattate le indagini che hanno portato all'arresto del 90enne.

Vien solo da chiedersi dove stiamo finendo.....