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Ilaria

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martedì 9 ottobre 2012

Una fascia da samurai per «vedere» con la pelle

Ina donna con le braccia alzate (a sinistra) a destra come si vede indossando la fasciaIna donna con le braccia alzate (a sinistra) a destra come si vede indossando la fascia
Raoul Fuentes Miyari è un giovane pianista cubano che vive a Madrid. Non vede dalla nascita. Così come tanti artisti del suono, più o meno famosi. Una rock star giapponese, una soprano dagli occhi a mandorla, una giovanissima pianista australiana. Sensibilità diversa, da non vedenti abituati ad orientarsi con gli altri quattro sensi. Sempre accompagnati da qualcuno, umano o a quattro zampe, che eviti loro spiacevoli incidenti da affollamento di impulsi. Ebbene, da qualche tempo possono anche muoversi senza angelo custode. Fanno parte di un progetto che permette loro di «toccare» le immagini. O se si vuole, come dice Raoul al Corriere della Sera , «sentirle sulla pelle». Quella della fronte. Il progetto sviluppato nell'università di Tokio è partito dieci anni fa. Ed ora Yonezo Kanno, ingegnere, ex Ibm, e i maghi dei microchip, Hideaki Sawanobori e Hiroyuki Kajimoto, hanno dato vita al «terzo occhio» frontale, Auxdeco , e alla Eyeplusplus Inc , l'azienda che lo produce.
Una fascia, tipo quella dei samurai, che si pone sulla fronte. Al suo interno, a contatto con la pelle, 512 microchip. Una web camera, sulla fascia, raccoglie le immagini che i microchip poi traducono in impulsi puntiformi. Impulsi che arrivano al cervello non utilizzando la via nervosa della vista, ma quella del tatto. I polpastrelli delle dita hanno più sensori tattili (uno ogni 0.2 millimetri) di tutte le altre zone del corpo, ma subito dopo c'è la pelle della fronte (uno ogni 2-3 millimetri). E come le dita «leggono» i punti della scrittura braille, così la fronte «legge» le immagini trasformate in puntini. Per ora in bianco e nero. Il tutto è alimentato da una batteria di mezzo chilo che si porta a tracolla.
Non c'è nulla di invasivo, come i chip impiantati nel cervello per gli sperimentali occhi bionici americani o inglesi. Nessun intervento chirurgico. Le immagini date dai tg nipponici sono sorprendenti. Non vedenti dalla nascita camminano da soli, «vedono» strisce pedonali e ostacoli (solo i colori del semaforo sono un problema ma distinguono la diversa intensità del colore che si accende), «sentono» i contorni di persone ed oggetti, «guardano» ciò che mangiano e bevono.Quadri ambientali in bianco e nero, che migliorano nei particolari con il tempo: quando il cervello comincia a memorizzare ciò che non ha mai visto. Più rapido l'addestramento in chi ha perso l'uso della vista dopo averne potuto godere. In questo caso la memoria aiuta a codificare prima il tatto in immagini.
Auxdeco è sbarcato in Italia ad Isernia, con testimonial ed inventori. Marco Condidorio, presidente regionale dell'Unione ciechi, lo sperimenta: esce dall'auditorium da solo tra la calca dei curiosi. Applausi e lacrime. Ed Isernia per due giorni è patria del «terzo occhio». Come mai Isernia? Perché è lì, nel cuore del Molise che ha sede Ams, la società che importerà Auxdeco come Eyeplusplus Europe . L'avvocato di diritto internazionale Mauro Gagliardi e il professor Bruno Falasca sono i «padroni di casa». Da novembre la fascia della vista sarà in vendita anche in Europa: già 50 mila le ordinazioni. In Giappone costa 12 mila dollari. Pronta la nuova versione con 1.024 (il doppio degli attuali) microchip.

Unico problema: non si può tenere sulla fronte per più di 2 ore di seguito, va cambiata una pellicola di gel che serve da facilitatore della conduzione di impulsi. Poi si riposiziona e si torna a vedere.

fonte:http://www.corriere.it/

lunedì 8 ottobre 2012

EasyWay:la prima applicazione per segnalare le barriere architettoniche

Vodafone lancia EasyWay, la prima applicazione gratuita per smartphone, dedicata sia a persone con difficoltà motorie che ai genitori che si muovono in città con il passeggino, per segnalare in tempo reale il grado di accessibilità dei luoghi pubblici come negozi, musei, ristoranti, alberghi e uffici.
EasyWay e’ un’applicazione user generated content, che tutti possono contribuire ad arricchire segnalando, ovunque si trovino, il grado di accessibilità del luogo che stanno visitando. I dati, inseriti nella banca dati di EasyWay, resteranno a disposizione di tutti coloro che consulteranno l’app prima di recarsi in un luogo pubblico, per avere informazioni sull’accessibilità’ dello stesso, come ad esempio la presenza o meno di parcheggi dedicati, di servizi igienici per disabili, se e’ possibile utilizzare l’ascensore con una sedia a rotelle, etc…
Secondo lo studio ISTAT “La Disabilità in Italia” del 2009, in Italia sono 2 milioni e 600 mila le persone con disabilità, senza considerare che oltre il 20% della popolazione ha oltre 65 anni ed e’ perciò naturalmente esposta a difficoltà motorie dovute all’età’.
Per questo uno strumento in grado di segnalare l’esistenza e il grado di barriere architettoniche negli edifici di accesso pubblico e’ essenziale sia per migliorare la qualità della vita delle persone che per aiutare la pubblica amministrazione e i privati ad alleggerire i disagi che alcuni cittadini rilevano quotidianamente.
“EasyWay e’ un esempio concreto delle potenzialità sociali della telefonia mobile, che ha raggiunto un livello di diffusione e di evoluzione dei servizi tali da consentire un utilizzo veramente efficace per migliorare la vita delle persone” afferma Maria Cristina Ferradini, Responsabile Sostenibilità e Fondazione Vodafone Italia.
L’applicazione e’ stata realizzata con il contributo di FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, che ha avviato tramite il suo network i primi upload sui livelli di accessibilità. Tra I partner dell’iniziativa anche Nokia Location and Commerce che ha fornito i punti di interesse e il grado di accessibilità dei luoghi pubblici per contribuire a migliorare la vita degli italiani.
L’Onorevole Daniela Sbrollini, componente della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati e della Commissione Bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza, ha commentato il lancio di EasyWay “E’ una risposta semplice ed innovativa ad un noto problema che caratterizza le nostre città, un passo in avanti nella direzione di favorire l’indipendenza, l’autonomia e l’inclusione sociale di tutte le persone con difficoltà motorie, non solo per i disabili ma anche per gli anziani o i genitori con il passeggino. Ecco come la tecnologia innovativa può essere al servizio di problemi antichi. Come parlamentare della Commissione Affari Sociali e della Bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza, e anche come mamma, sostengo pienamente queste iniziative.”.
Anche l’Onorevole Melania De Nichilo Rizzoli, medico e componente della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati e della Commissione Parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, afferma “Vedo in questo progetto il soddisfacimento di una duplice esigenza: da un lato, una soluzione tecnologica per colmare un divario sulla vivibilità e l’accessibilità’ dei luoghi pubblici; dall’altra, un appello alla coscienza civica e all’impegno di tutti i cittadini che sono chiamati attivamente a condividere informazioni apparentemente banali ma di vitale importanza per il beneficio dei meno fortunati. E’ uno strumento importante per proiettare le nostre città sullo standard delle più avanzate città europee.”.
EasyWay e’ disponibile per iOS e Android, e’ gratuita ed e’ utilizzabile tramite qualsiasi operatore telefonico.

fonte:http://www.androider.it/

lunedì 1 ottobre 2012

Cane guida ed esperienza(terrificante) in treno

Nonostante le rassicurazioni all'acquisto del biglietto, una volta a bordo del treno il mio cane viene ritenuto d'intralcio

Le Paralimpiadi attualmente in corso stanno riportando l'attenzione dell'opinione pubblica sulle imprese sportive delle persone disabili, mostrando come queste, al di là delle limitazioni che le loro condizioni impongono loro, siano in grado di condurre una vita piena e in molti casi autonoma. L'autonomia della persona disabile è senz'altro il risultato in primis della sua stessa condizione (più o meno invalidante), ma anche e soprattutto degli strumenti messi a disposizione affinchè la persona possa vivere appieno la sua esistenza. Molti e diversi sono gli ostacoli che le persone con disabilità si trovano ad affrontare nella quotidianità, rappresentando impedimenti anche nelle più (altrimenti) semplici operazioni  della vita di tutti i giorni, come ad esempio viaggiare

Questa è la testimonianza di Renata Sorba, che racconta la sua esperienza di viaggiatrice non vedente accompagnata dal suo cane guida.

Sono una non vedente che si muove sempre in compagnia di Rudy, un meraviglioso cane guida che mi permette di condurre una vita autonoma e di viaggiare. Mi capita spesso di utilizzare il servizio "per disabili" offerto da Trenitalia per gli spostamenti in varie città italiane. Il servizio è molto utile per chi, come me, ama viaggiare e soprattutto vuole mantenere la sua autonomia.

Purtroppo, sempre più frequenti sono gli spiacevoli episodi che si manifestano durante i viaggi in treno, da parte del capo-treno e dell'assistenza ai disabili incaricata all'accompagnamento all'interno della stazione.
Ogni qualvolta mi sono  trovata a viaggiare su un Frecciabianca, nonostante il posto assegnato e  l'avviso al capo-treno della presenza del cane guida, vengo invitata in modo scortese a spostarmi altrove, poiché il cane viene ritenuto d'intralcio. Al momento dell'acquisto del biglietto, invece, vengo rassicurata in quanto il cane è il prolungamento della mia persona e pertanto non dovrebbe creare problemi durante il viaggio.
Si è verificato anche martedì 14 agosto, quando, sul treno da Torino Porta Nuova a Venezia, il capotreno mi  ha evidenziato il problema del cane.

All'arrivo a Verona non sono stata presa in carico dal capo-treno che avrebbe dovuto consegnarmi all'assistente disabili che mi attendeva sulla banchina. Mi sono fatta aiutare da alcuni passeggeri per il recupero del bagaglio  e per guadagnarmi l'uscita. Tale disguido avviene per una mancata collaborazione tra capo-treno e assistenza: l'incaricato all'accompagnamento spesso non sale sul treno per timore di rimanerci in quanto vengono chiuse le porte e ciò fa sì che il disabile in questione venga  lasciato solo.

Con questa mia testimonianza chiedo a chi di dovere di provvedere e soprattutto di ricordare agli interessati che la superficialità e la leggerezza con cui vengono fatte o omesse certe azioni possono creare traumi ed insicurezze a chi quotidianamente si impegna per avere autonomia e dignità.


fonte: http://www.disabili.com/