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Ilaria

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venerdì 12 ottobre 2012

Accudisce il disabile a bastonate: la madre glielo aveva affidato prima di morire

NAPOLI - Un'anziana donna aveva fiducia in lui tanto che, due anni fa, poco prima di morire gli aveva affidato suo figlio affetto da una grave disabilità. Ma il vicino di 63 anni - secondo quanto ricostruito dalla polizia - non avrebbe esitato a maltrattare la vittima, un uomo di 54 anni, costretto su una sedia a rotelle.

Il fatto è accaduto ad Afragola, in provincia di Napoli, dove gli agenti del locale commissariato hanno arrestato Margione. La vicenda è stata ricostruita dagli agenti, coordinati dal vicequestore Luciano Nigro.

Due anni fa un'anziana donna affidò al sessantatreenne - che era un suo vicino di casa - il figlio. Per l'affidamento, Margione - secondo la polizia - avrebbe anche potuto disporre della pensione dell'invalido di circa 1300 euro mensili.

Ma anzichè curarlo non avrebbe esitato a maltrattarlo e, talvolta, a picchiarlo con un bastone e lasciandolo in pessime condizioni igieniche. La scorsa estate però alcune vicini hanno segnalato la vicenda e la polizia ha avviato le indagini accertando che la vittima era stata ricoverata in ospedale anche a causa di una frattura che sarebbe stata causata dalle percosse.

Al termine delle indagini il gip del tribunale di Napoli ha emesso nei confronti di Margione un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. La vittima, invece, dopo l'interessamento del parroco del quartiere, è stata condotta in una casa di cura in Giugliano in Campania, dove potrà ricevere le cure adeguate.

fonte:http://www.ilmessaggero.it

martedì 9 ottobre 2012

Non «tagliate» il mio educatore


La denuncia era arrivata nei giorni scorsi dai presidi delle scuole milanesi: tagliata l'assistenza ai disabili, ridotte le ore degli educatori fino al sessanta per cento. Francesco, studente con disabilità di diciassette anni dell'Istituto tecnico Albe Steiner ha scritto al Corriere dopo aver saputo che il suo educatore non riavrà lo stesso incarico. Il Comune intanto ha spiegato: «Il budget non è stato tagliato ma il servizio è stato riorganizzato e i costi sono saliti. Recupereremo altre risorse». 
 
Sono un ragazzo con disabilità, ho 17 anni e so che lottare è la regola numero uno, se vuoi sopravvivere. Per questo vi scrivo. L'anno scorso i miei genitori sono ricorsi in tribunale contro il ministero dell'Istruzione e, vincendo la causa, hanno ottenuto il ripristino delle ore di sostegno cui avevo diritto. Ma... la tregua è stata breve. Quest'anno, quando è iniziata la scuola, ero in ospedale. Però le notizie mi hanno raggiunto ugualmente. Tutti i ragazzi con disabilità di Milano si sono ritrovati con la metà delle ore di educatore stanziate l'anno scorso. E il «mio» educatore, Michele, un educatore che per me era diventato un fratello maggiore, un ragazzo che mi ha sempre difeso, che sapeva prendere in giro me e i miei compagni facendomi parlare con loro, non verrà più a scuola.
Lui, che considerava un «privilegio» poter lavorare con me (così mi diceva!), proprio lui, quest'anno è rimasto senza lavoro. E nessuno si è preoccupato di spiegargli perché. So che martedì (oggi, ndr) il sindaco parlerà con i rappresentanti di chi ha delle disabilità e si cercherà un accordo. Ma non sono tranquillo. Anzi, sono quasi certo che la conclusione sarà sempre la solita: si parlerà di «emergenza», invece di dirmi «ingiustizia». Ho parlato con Michele che ha cercato di rassicurarmi: «Non te preoccupe, Fra'... che ce ne frega...? Noi restiamo amici. Le leggi non c'entrano con noi». Ho parlato con la mamma che mi ha detto, come se fosse tutto normale: «Non preoccuparti, è un periodo difficile, ma tutto si sistemerà...». Ho letto sul giornale che il Comune risponde dicendo: «Non preoccupatevi, i fondi stanziati sono sempre quelli...». E allora...??? Perché mi preoccupo...?????? Ecco perché mi preoccupo: perché a scuola ci vado io, non loro; e a scuola, senza Michele, tornerò ad essere quello che sono senza di lui: un ragazzo che non può fare niente da solo e che nessuno ascolta. Ma io, ancora, non voglio stare zitto. Perché ancora nessuno è riuscito a togliermi il diritto ad essere arrabbiato!

fonte:http://www.corriere.it/

martedì 18 settembre 2012

Bambina bocciata perchè disabile

Questo è il video di Sara, una bambina disabile che è stata bocciata in terza media, a causa della sua condizione. il caso è finito in tribunale.( Giustamente!)