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Ilaria

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venerdì 7 dicembre 2012

Barriere architettoniche, Sunia "Una giungla, disagi per centinaia di persone"

Niente ascensore, rampe di scale per accedere all'edificio, bagni non idonei, spazi angusti: a Bologna disagi nell'edilizia pubblica e privata. Trentini: "Meno di cento gli alloggi pubblici predisposti per persone disabili".
disabile su sedia a ruote allo stadio BOLOGNA - F. abita in una casa popolare al Pilastro. Ha un bambino con una disabilità motoria, che si sposta su sedia a ruote. La casa le è stata assegnata quando suo figlio era ancora piccolo e lei non aveva difficoltà a prenderlo in braccio per superare la piccola rampa di scale per arrivare all'ascensore. Ora che è cresciuto sollevarlo di peso è diventato difficile. "Solo nell'ultima settimana ci sono stati segnalati 3 casi come questo - racconta Ivano Trentini del Sunia, il sindacato unitario inquilini e assegnatari - in cui gli alloggi pubblici non sono più adatti in seguito al cambiamento della situazione familiare". In occasione della Giornata mondiale per i diritti delle persone con disabilità, il Sunia denuncia il permanere di innumerevoli barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati, "una giungla, con disagi per centinaia di persone". Ovviamente, non tutte le disabilità sono uguali. A volte è sufficiente avere a disposizione un ascensore. In altri casi le difficoltà crescono con l'invecchiamento. Esistono alloggi pubblici totalmente accessibili, con spazi, servizi, ascensori a piano terra e sanitari adattati, "ma si tratta di interventi recenti e sono meno di un centinaio, di cui una ventina in Bolognina, sfitti da anni - continua Trentini - Sono, invece, molti gli edifici senza ascensore o in cui l'ascensore non arriva al piano". È possibile però fare domande per cambiare alloggio. "La graduatoria per il cambio è più corta di quella per chi fa domanda per la prima volta per una casa pubblica, qualche migliaio di persone - spiega Trentini - ma sono pochi gli alloggi ripristinati a disposizione, tanto che i tempi di attesa possono essere lunghi e non certi".
Mancanza di ascensore. Ascensori inaccessibili per le sedie a ruote. Rampe di scale per arrivare all'ascensore o al piano. Servizi igienici non adattati. Alloggi con spazi angusti. Assenza di spazi handicap nelle zone cortilive. È la "giungla di barriere architettoniche" in cui si trovano a vivere centinaia di persone con disabilità, sia negli alloggi pubblici che in quelli privati. "Tre gradini per chi è in sedia a ruote o ha difficoltà di deambulazione, sono come le sbarre di un carcere - dice Trentini - mortificano le persone e impediscono loro di essere liberi quanto gli altri". Oltre alle barriere architettoniche ci sono quelle economiche. "Nell'edilizia residenziale pubblica sono terminate le risorse per gli ascensori e l'installazione dei servoscala, considerati costosi e poco usati - continua Trentini - e le modifiche ai servizi sanitari sono limitate solo a chi ha un'invalidità al 100%, ma sono tanti i casi di persone anziane, over 80, magari obese, con invalidità al 70% che non sono in grado di sostenere le spese per adattare il bagno del proprio alloggio".
A questo si aggiunge poi la proposta del governo di modificare l'Isee, assimilando l'indennità di accompagnamento e gli assegni sociali agli altri redditi da lavoro. "Si sommano i redditi e non si detraggono gli oneri per la disabilità, facendo apparire i disabili più ricchi di quello che sono", afferma Trentini. Nell'edilizia privata, il Sunia considera positiva la modifica di alcune norme del regolamento condominiale, "anche se - conclude Trentini - si tratta di norme che resteranno inevase se non ci saranno finanziamenti per ristrutturazioni e superamento delle barriere".

fonte:http://www.superabile.it/

sabato 24 novembre 2012

I deambulatori firmati Philippe Starck




PARIGI - Dopo avere disegnato lo yacht per Steve Jobs, spazzolini da denti, motociclette, la tessera del metro di Parigi e alcuni hotel, il prolifico genio di Philippe Starck si applicherà ai deambulatori, quegli attrezzi che servono per aiutare le persone che hanno difficoltà a camminare.
LA MINISTRA - «I deambulatori attuali non sono molto glamour: solo guardandoli si invecchia subito di trent’anni», ha detto la ministra con delega per gli anziani Michèle Delaunay in un’intervista al giornale di Lione Le Progrès. La ministra racconta di avere incontrato Starck la settimana scorsa per proporgli di disegnare degli strumenti meno mortificanti, e il designer ha subito accettato, proponendo anche di creare dei sistemi di allarme da attaccare al collo per gli anziani che temono di cadere.
OGGETTI BELLI - «Cerchiamo industrie francesi che vogliano investire in questo settore», dice Delaunay. La ministra si dice conscia che non saranno degli attrezzi griffati a risolvere i problemi della terza età, ma allo stesso tempo «dobbiamo aiutare le persone anziane che hanno la forza e la voglia di battersi, che vogliono uscire di casa anche quando non sono più in grado di camminare da sole. Certi oggetti aiutano a vivere, e se sono belli e funzionali, contribuiranno anche a cambiare lo sguardo che rivolgiamo alla vecchiaia».

fonte:http://www.corriere.it/

venerdì 12 ottobre 2012

Roosevelt, cane disabile che riesce a camminare grazie ad una protesi

Roosevelt è un  tenerissimo Border Collie con gravi problemi di deambulazione. Con le ruote, riesce però a camminare grazie a delle protesi create appositamente per lui.
Già, perché questo bel cagnone che vive a Portland, nel Maine, ha un disturbo non molto comune: non riesce a muovere le zampe anteriori. Creare delle protesi per le zampe posteriori è decisamente più facile e questa soluzione è nettamente più diffusa. Per le zampe anteriori, invece, è un po’ più complesso. La sua proprietaria, Stephanie Fox, non si è però lasciata scoraggiare e gliele ha fatte creare su misura. D’altra parte, a chi le diceva che forse era meglio non far soffrire il cane sopprimendolo, lei replicava: Un cane disabile è come un bambino disabile. Va trattato allo stesso modo, dandogli l’opportunità di vivere un’esistenza normale.
Straordinario l’amore di questa donna per il suo cane. Lo ha infatti adottato tre anni fa al New England Border Collie Rescue pur sapendo di questo suo problema. Il nome Roosevelt non è casuale: il presidente americano, affetto da paralisi agli arti inferiori a causa di una grave malattia, usava infatti la sedia a rotelle. Roosevelt, il cane, grazie alle ruote, oggi riesce persino a correre. La sola differenza che noto con gli altri cani, spiega la proprietaria, è che quando devo portarlo fuori invece di mettergli il guinzaglio devo mettergli le ruote. Potete ammirare Roosevelt che corre felice nel video dopo il salto.


 fonte:http://www.petsblog.it/