Quando le cinque protagoniste di
Push Girls
entrano in una stanza l'attenzione non si concentra affatto sulla sedia a
rotelle sulla quale sono costrette ma sul modo straordinario in cui
sono riuscite a gestire l'ostacolo che la vita ha messo loro di fronte.
Splendide, gioiose e paralizzate. E' talmente spiazzante che si
comprende perché il Sundance Channel abbia deciso di trasmettere il
documentario che racconta la loro storia.
Push Girls
andrà in onda sul Sundance Channel, il canale specializzato in cinema
indipendente, da lunedì 4 giugno. Prodotta da Gay Rosenthal, la
docu-serie traccia un ritratto di cinque donne bellissime e dinamiche,
che per incidente o malattia hanno perso l'uso delle gambe. "Uno sguardo
realistico e senza censure su cosa significa essere sexy e ambiziose e
vivere su una sedia a rotelle a Hollywood", recita il claim della
trasmissione bandendo ogni falso pudore. La direttrice del canale, Sarah
Barnett, ha annunciato l'acquisto dei 14 episodi di mezz'ora della
serie, così glamour da sembrare uno dei tanti reality sulla vita delle
celebrità. In questo caso, però, sorprende il punto di vista di queste
signore che affrontano la vita a testa alta, ma anche soprire quanto sia
vero quello che affermano le "push girls", ovvero che più che la sedia a
rotelle si nota la forza di chi ci vive sopra.
Le cinque donne
non si conoscevano quando erano in grado di camminare, ma ora sono
inseparabili. Il paragone con Carrie Bradshaw e le sue
amiche di
Sex & The City
non è inopportuno come potrebbe sembrare. Angel, Mia e Tiphany, che
vivono tutte a Los Angeles, hanno incontrato casualmente, anche se loro
parlano di "serendipity", Angela Rockwood, modella e attrice
tetraplegica da quasi 11 anni in seguito a un incidente d'auto. Poi, due
anni fa, a un evento benefico le quattro hanno incontrato la ventenne
Chelsie e sono subito diventate le sue "sorelle maggiori". La serie è
nata quando Gay Rosenthal ha incontrato la Rockwood e lei le ha
presentato le sue amiche. Gay ha iniziato a girare il documentario, lo
ha proposto a molte emittenti televisive. E' stata Sarah Barnett del
Sundance Channel la prima a rispondere.
"Guardare come queste
ragazze affrontano la vita - ha spiegato il produttore - non è solo
fonte di ispirazione ma è davvero avvincente. E' uno spettacolo che
sfida la percezione che gli altri hanno rispetto a chi vive su una sedia
a rotelle. Con questo documentario diamo al pubblico un ritratto
onesto, schietto e dal cuore, di chi passa la vita così. Sono lieto di
condividere la loro storia in una rete che si vanta di offrire una
narrazione autentica, coraggiosa e rispettosa."
E in effetti
trascorrere del tempo a vedere come affrontano la vita Angela Rockwood,
Auti Angel, Mia Schaikewitz, Tiphany Adams e Chelsie Hill, può fornire a
chiunque qualche spunto e un termine di paragone su come gestire le
battute d'arresto della propria esistenza.
fonte:
http://www.repubblica.it/