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Un saluto!
Ilaria

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domenica 11 novembre 2012

Intimate rider: vivere meglio la propria sessualità !

Una nuova aria, fresca e leggera. Ed è come riprendere a respirare a pieni polmoni.
Intimate Rider è la nuova proposta di Able to Enjoy per continuare a vivere la vita in modo pieno. E questa volta parliamo di vita sessuale, di quella parte che è fondamentale complemento ad un amore sincero ed anche desiderio di un’esperienza unica ma carica di emozione e passione.
Intimate Rider è una sedia progettata per facilitare in modo veramente semplice i movimenti naturali durante l’attività sessuale.
Grazie ad una costruzione solida dal basso baricentro che permette una stabile collocazione a terra, Intimate Rider oscilla naturalmente assecondando i movimenti del corpo.
Senza motori, ma solo attraverso un leggero meccanismo a bilanciere.
E così possibile riprendere con spontaneità quei movimenti e posizioni che rendono l’atto sessuale un’esperienza appagante e desiderabile, migliorando la relazione con il proprio partner.
Il video spiega più di mille parole.

sabato 29 settembre 2012

Push girls reality !!!


Quando le cinque protagoniste di Push Girls entrano in una stanza l'attenzione non si concentra affatto sulla sedia a rotelle sulla quale sono costrette ma sul modo straordinario in cui sono riuscite a gestire l'ostacolo che la vita ha messo loro di fronte. Splendide, gioiose e paralizzate. E' talmente spiazzante che si comprende perché il Sundance Channel abbia deciso di trasmettere il documentario che racconta la loro storia.

Push Girls
andrà in onda sul Sundance Channel, il canale specializzato in cinema indipendente, da lunedì 4 giugno. Prodotta da Gay Rosenthal, la docu-serie traccia un ritratto di cinque donne bellissime e dinamiche, che per incidente o malattia hanno perso l'uso delle gambe. "Uno sguardo realistico e senza censure su cosa significa essere sexy e ambiziose e vivere su una sedia a rotelle a Hollywood", recita il claim della trasmissione bandendo ogni falso pudore. La direttrice del canale, Sarah Barnett, ha annunciato l'acquisto dei 14 episodi di mezz'ora della serie, così glamour da sembrare uno dei tanti reality sulla vita delle celebrità. In questo caso, però, sorprende il punto di vista di queste signore che affrontano la vita a testa alta, ma anche soprire quanto sia vero quello che affermano le "push girls", ovvero che più che la sedia a rotelle si nota la forza di chi ci vive sopra.

Le cinque donne non si conoscevano quando erano in grado di camminare, ma ora sono inseparabili. Il paragone con Carrie Bradshaw e le sue
amiche di Sex & The City non è inopportuno come potrebbe sembrare. Angel, Mia e Tiphany, che vivono tutte a Los Angeles, hanno incontrato casualmente, anche se loro parlano di "serendipity", Angela Rockwood, modella e attrice tetraplegica da quasi 11 anni in seguito a un incidente d'auto. Poi, due anni fa, a un evento benefico le quattro hanno incontrato la ventenne Chelsie e sono subito diventate le sue "sorelle maggiori". La serie è nata quando Gay Rosenthal ha incontrato la Rockwood e lei le ha presentato le sue amiche. Gay ha iniziato a girare il documentario, lo ha proposto a molte emittenti televisive. E' stata Sarah Barnett del Sundance Channel la prima a rispondere.

"Guardare come queste ragazze affrontano la vita - ha spiegato il produttore - non è solo fonte di ispirazione ma è davvero avvincente. E' uno spettacolo che sfida la percezione che gli altri hanno rispetto a chi vive su una sedia a rotelle. Con questo documentario diamo al pubblico un ritratto onesto, schietto e dal cuore, di chi passa la vita così. Sono lieto di condividere la loro storia in una rete che si vanta di offrire una narrazione autentica, coraggiosa e rispettosa."

E in effetti trascorrere del tempo a vedere come affrontano la vita Angela Rockwood, Auti Angel, Mia Schaikewitz, Tiphany Adams e Chelsie Hill, può fornire a chiunque qualche spunto e un termine di paragone su come gestire le battute d'arresto della propria esistenza.

fonte: http://www.repubblica.it/

venerdì 21 settembre 2012

Help for Heroes è l’associazione che aiuta numerose persone con disabilità ad essere a Porto San Giorgio, nelle Marche, al Mondiale di vela classe 2.4, che è cominciato oggi con 91 barche di 11 Paesi, un grande record. Si tratta di un mondiale che unisce tutti, disabilità o meno,giovani, anziani, maschki o femmine.
Qualche esempio?
Eroi di guerra. Come Craig Wood, il quale nel 2009 era in Afghanistan, aveva appena compiuto 18 anni. Esplode una bomba, ed è costretto a subire l’amputazione del braccio sinistro e delle gambe. Assieme a lui c'erano anche Steven e Luke, anch'essi con entrambe le gambe amputate.
Il campione italiano è Fabio Vignudini, modenese, divenuto tetraplegicoa causa di un incidente nell’85, accaduto nel corso di una una gara di motocross. Dopo qualche anno inizia a praticare vela ed ora si allena a Cattolica, città di residenza: “Vincere una regata davanti a chi non ha disabilità mi ha aiutato anche psicologicamente. Per questo ho scelto la 2.4, unica imbarcazione dove si gareggia insieme”.
C'è anche Daniele Malavolta, diventato tetraplegico dopo un incidente sul lavoro a 20 anni: “Nasco come sub e dopo aver provato la vela, nel 2002, ho capito ancor più che il mare è un’emozione per tutti: rende liberi. Questo vogliamo far capire a chi si avvicinerà alla vela e alla 2.4 grazie a questo Mondiale”.