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Ilaria

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venerdì 16 novembre 2012

"Nicolas Eymerich", il primo videogioco anche per non vedenti

Ispirato al personaggio della saga di romanzi di Valerio Evangelisti permette una perfetta interazione anche a non vedenti e ipovedenti. In anteprima a Handimatica (Bologna) il 16 novembre
videogame BOLOGNA - Il suo titolo è "Eymerich inquisitore: la peste" ed è il primo videogioco accessibile anche ai non vedenti. Il gioco costituisce il primo capitolo della saga ispirata all'omonimo personaggio protagonista dei  romanzi del bolognese Valerio Evangelisti, nonché all'inquisitore catalano del XIV secolo, Nicolau Aymerich, realmente esistito. "Nicolas Eymerich Inquisitore: La peste" è un'avventura grafica in 3D divisa in 4 capitoli, ed è stato creato dall'azienda bolognese TiconBlu in collaborazione con Asphi, fondazione onlus che promuove l'integrazione delle persone disabili. "Il gioco - spiega Ivan Venturi, creatore e sviluppatore di Heymerich per TiconBlu - è nato dalla volontà di allargare il più possibile la fetta dei fruitori. L'idea, banale, di doppiare per non vedenti l'intero videogioco, ha permesso di fare del gioco un formidabile strumento di accessibilità".
La vera rivoluzione compiuta dal videogame è, appunto, quella di essere completamente accessibile a  non vedenti e  ipovedenti: grazie a 2 possibili comandi, audio e testuale, che possono essere usati congiuntamente o singolarmente, sarà perfettamente possibile districarsi nella trama delle avventure di Eymerich anche al pubblico dei non vedenti. Questo può avvenire grazie a una serie di semplici accorgimenti: innanzitutto il racconto è illustrato dalla voce del protagonista, che descrive le azioni e gli scenari del gioco e permette dunque all'utente non vedente di orientarsi subito nell'avventura grafica; sempre attraverso l'audio, al giocatore è permesso di riconoscere gli oggetti e selezionarli semplicemente usando la tastiera del dispositivo. Un'alternativa all'audiogame è la modalità testuale, in cui è il giocatore stesso che "scrive" le azioni che vuole che il protagonista compia , caratteristica che è anche una citazione delle avventure testuali degli anni '80 (quelle che venivano prima di Monkey Island).
Per agevolare ulteriormente il pubblico non vedente, nel videogame è stata inserito anche l'escamotage dell'‘aiuto divino' che, una volta selezionato, consente al gioco di procedere in maniera automatica, permettendo all'ascoltatore di seguire la trama come se fosse un audiolibro. Ma il gioco di Eymerich possiede anche un'altra caratteristica rivoluzionaria: è, infatti, il primo videogioco interamente in latino: i dialoghi sono stati estratti e riadattati con estremo rigore filologico dal testo giuridico del "vero" Eymerich inquisitore: il "Directorium Inquisitorium".  "Per la traduzione dei testi latini - spiega ancora Venturi - ci siamo avvalsi dell'aiuto di Federico Cinti, ricercatore presso la facoltà di letteratura classica e medioevale di Bologna. È stata la presenza di Cinti, non vedente, a darci l'idea  di fare del gioco uno strumento accessibile anche ai portatori di handicap; così sostanzialmente l'idea del latino e dell'audiogame sono venute contemporaneamente".
"Nicolas Eymerich inquisitore: la peste" uscirà in Italia il 16 novembre e sarà presentato al convegno di Handimatica, che si terrà a Bologna dal 22 al 24 novembre, in occasione del quale si avrà la possibilità di rendersi davvero conto dell'innovazione apportata dal gioco nel campo dell'accessibilità per i disabili alle nuove tecnologie.

fonte:http://www.superabile.it/

venerdì 19 ottobre 2012

Musei da toccare o ascoltare: presto si potrà

Musei accessibili anche alle persone non vedenti. Con la possibilità, quindi, di toccare opere d’arte o di ascoltare percorsi espositivi. È il progetto «Turismo culturale per disabili visivi», un’idea promossa dalla Uic (Unione italiana ciechi e ipovedenti) e finanziata dal Dipartimento per la Gioventù della Presidenza del Consiglio dei ministri. Il progetto è finalizzato a organizzare una serie di visite guidate, nelle strutture museali accessibili del Lazio, della Toscana e della Campania, rivolte a 500 giovani con disabilità visiva tra i 13 e i 35 anni e ai loro accompagnatori. Le barriere da abbattere, infatti, non sono solo quelle architettoniche, ma anche quelle percettive e sensoriali. E gli strumenti da utilizzare sono la creazione di allestimenti specifici per le persone non vedenti attraverso descrizioni audio, guide specializzate, mappe tattili, plastici e calchi di opere d’arte da poter toccare.

UN SETTORE DA SENSIBILIZZARE – Il progetto, costato complessivamente 235mila euro e le cui visite guidate partiranno subito dopo l’estate, non vuole solo incrementare il turismo culturale rivolto alle persone cieche o ipovedenti. Vuole anche e soprattutto sensibilizzare gli operatori del settore, dai responsabili delle strutture museali alle guide turistiche, in merito alle problematiche che le persone con disabilità visiva hanno nei confronti delle varie forme d’arte. «Il diritto alla cultura, che le persone non vedenti hanno sempre rivendicato come parte integrante della formazione di ciascun individuo, inizia finalmente ad essere riconosciuto come tale – commenta Tommaso Daniele, presidente nazionale della Uic –. L’obiettivo del progetto, infatti, è quello di gettare un seme per arrivare a suscitare una coscienza nazionale». Non un museo tattile, quindi, come il museo Omero di Ancona, ma «la possibilità di accedere ai vari musei sempre perché l’arte deve essere per tutti», ha aggiunto Orlando Paladino, referente operativo del progetto. «E nonostante la sensibilità dimostrata dal Ministero per i Beni e le attività culturali, manca ancora un provvedimento che consenta di toccare le opere d’arte non deteriorabili, o una riproduzione, a chi non può vederle», conclude Daniele.
SCAVI, GIARDINI E PALAZZI – Tra le strutture aderenti al progetto «Turismo culturale per disabili visivi» voluto dalla Uic ci sono – per il Lazio – i Musei Capitolini, il Museo Barracco, il Museo degli strumenti musicali, i Mercati di Traiano, il Museo dei Fori imperiali, il Museo d'arte contemporanea e il Museo d'arte moderna, tutti a Roma. Per la Toscana, invece, e in particolare per Firenze, si segnalano il Museo nazionale Alinari della fotografia, Palazzo Pitti, i Giardini di Boboli, il Museo di Storia della scienza e il Museo della Fondazione Horne, oltre al Museo di Storia naturale e del territorio di Calci (Pisa) e al Museo paleontologico di Empoli. La Campania, infine, partecipa con il Museo degli scavi di Pompei, il Palazzo reale di Napoli e l'Istituto per ciechi Domenico Martuscelli, sempre a Napoli, che dispone di una notevole quantità di materiale fruibile alle persone con disabilità visiva. Le persone interessate a queste visite culturali guidate possono contattare la sede provinciale dell’Unione italiana ciechi più vicina.

fonte:http://www.corriere.it/

Vi aggiungo questo link:
http://www.disabili.com/viaggi/musei

Qui potrete trovare i musei accessibili di tutta Italia!

martedì 16 ottobre 2012

Basilica di San Pietro da «toccare»


MILANO - Visitare con le mani la basilica di San Pietro e il celebre colonnato del Bernini. È possibile da fine giugno al Polo tattile multimediale di Catania, una struttura di circa duemila metri quadrati, unica in Europa, che comprende ambienti e servizi pensati per i non vedenti. A riprodurre fedelmente l’architettura originale dell’opera è un plastico di circa tre metri, realizzato in scala dalla Stamperia Braille e appositamente studiato per l’esplorazione tattile di chi ha una disabilità visiva. «Si aggiunge agli altri capolavori d’arte riprodotti in scala e identificati da targhette in Braille già presenti nel Museo tattile – spiega Giuseppe Castronovo, presidente della Stamperia Braille di Catania, una delle più importanti d’Europa – . Sono una trentina i plastici architettonici che possiamo visitare, toccandoli: riproducono i più importanti siti culturali e artistici siciliani e non solo, dalla Cattedrale di Sant’Agata di Catania all’Etna, dalla Valle dei Templi di Agrigento al Teatro greco di Siracusa, alla Torre Eiffel di Parigi».
VEDERE CON LE MANI - Nella maggior parte dei casi i musei non sono accessibili a chi non vede perché è vietato toccare opere d’arte che potrebbero rovinarsi. «È un doppio handicap per i ciechi perché loro “vedono” con le mani – dice Pino Nobile, direttore del Polo tattile e della Stamperia Braille di Catania –. Nel museo tattile situato all’interno del Polo è invece vietato non toccare, proprio per consentire ai non vedenti di visitare beni culturali e opere d’arte».
BAR AL BUIO - Alcune opere “viaggiano” anche su un pullman itinerante e possono essere visitate da chi non può recarsi a Catania. «Da dicembre ha fatto tappa in alcune città e scuole – dice Nobile – . Ci auguriamo di portare il Polo tattile multimediale in giro per il mondo, perché spesso non ci sono solo le barriere architettoniche da superare, ma anche quelle culturali». All’interno del pullman c’è il «bar al buio» dove s’invertono i ruoli, con il non vedente a fare da guida a chi vede: gli versa da bere e gli fa trovare bicchiere e cestino senza l’ausilio della vista ma tramite il tatto.
ALTRI SPAZI DI INTEGRAZIONE - Il bar al buio è presente anche all’interno del Polo tattile di Catania, che inoltre ospita l’Internet cafè, dove si può navigare in rete grazie a computer dotati di barra Braille per leggere i testi con le dita e di screen reader che traducono in voce ciò che appare sul monitor. Altro punto d’incontro e integrazione tra vedenti e no, poi, è il giardino sensoriale, con varie specie di piante e fiori riconoscibili dal profumo e tramite le targhette in Braille. «Chi è cieco può muoversi in completa autonomia lungo il sentiero realizzato con mattonelle tattilo-plantari e grazie anche alla più moderna versione del sistema “vettore evolution” che consente di seguire un percorso parlante, con l’aiuto di bastone, telefono e auricolare», spiega Nobile. All’interno del Polo tattile è possibile anche fare shopping nell’unico show-room d’Italia - e tra i pochissimi al mondo - dotato di tutti gli ausili utili per l’autonomia: dai più moderni dispositivi tecnologici ai giochi per i bambini o ai libri tattili con favole scritte in nero e in braille e personaggi in rilievo.
LIBRO TATTILE MULTIMEDIALE - Nei laboratori della Stamperia Braille, invece, si rieditano libri a caratteri ingranditi per ipovedenti, si realizzano testi elettronici, si stampano in rilievo i testi scolastici. «Abbiamo realizzato di recente il primo libro tattile-multimediale, "Teddy alla scoperta del tempo", per una studentessa undicenne ipovedente – dice Castronovo – . L’aiuterà ad acquisire il concetto di spazio-tempo e favorire il suo processo di apprendimento grazie a schede didattiche in large print, elementi tattili in rilievo e audioguida».

fonte:http://www.corriere.it/

domenica 14 ottobre 2012

Neosindaco non vedente: "La disabilità deve sporcarsi le mani con la politica"

TORINO - È giovane, appena 38 anni, e viene dalla società civile: prima di diventare sindaco, infatti, faceva il promotore finanziario. E le prime esperienze in politica ha voluto farle all'interno di liste civiche. Federico Borgna, neosindaco di Cuneo eletto a maggio nelle fila dell'Udc, incarna molto bene quell'esigenza di rinnovamento che da qualche tempo si respira in politica a livello amministrativo. E la sua ascesa al comune, avvenuta con una maggioranza del 36%, ha segnato un ulteriore cambiamento: Borgna è infatti il primo sindaco non vedente eletto in un capoluogo di provincia. Anche se, ci tiene a sottolineare, ha avuto degli ottimi precursori in comuni più piccoli: "Qui in Piemonte - chiarisce - c'è Donatella Operti, sindaco di San'Albano Stura. E prima ancora, in Abruzzo, c'è stato Rocco Velli, che per due mandati è stato sindaco di un comune in provincia di Chieti ed è Presidente regionale dell'Unione italiana ciechi". Un incarico, questo, che è ricoperto dallo stesso Borgna, presidente piemontese dell'Uic. "In realtà - spiega - sono dimissionario: sto solo aspettando che venga eletto il nuovo presidente. Ma proprio l' esperienza nel mondo dell'associazionismo mi ha dato la spinta ad entrare in politica: durante il lavoro con l'Unione ciechi, qualche anno fa, ho maturato la convinzione che fosse importante cercare di fare qualcosa non solo per un gruppo definito di persone, come può essere il mondo della disabilità, ma per l'intera collettività. Credo, comunque, che sia importante dare una definizione di ciò che si intende con ‘fare politica': per me significa fare qualcosa per gli altri. Da questo punto di vista ho sempre fatto politica: come rappresentante di classe e di istituto al liceo, prima ancora che con l'Uic".
Fino ad arrivare alla prima esperienza nella pubblica amministrazione: nel 2009 Borgna è assessore al Bilancio e alle politiche sociali a Bernezzo, il suo comune d'origine, 4 mila abitanti e 15 chilometri di distanza da Cuneo: "Poco dopo, Mercedes Bresso, all'epoca governatrice, che avevo conosciuto lavorando con l'Unione ciechi, mi chiese di candidarmi alle elezioni regionali. Accettai a due condizioni: la prima era di candidarmi in una lista civica che l'avrebbe appoggiata; la seconda era di poter scrivere personalmente la parte di programma che riguardava il mondo della disabilità. Lei accettò, e io scrissi il programma nell'unico modo in cui sono capace di far politica: confrontandomi direttamente con le associazioni e con i diretti interessati".
Un tema , questo, che è sempre stato al centro dell'attività di Borgna. Non sono molti, in effetti, i rappresentanti del mondo della disabilità nelle aule della politica: viene da chiedersi se sia quest'ultima a non volerli o, piuttosto, il contrario. "Questa - prosegue - è una questione che io ho sollevato spesso nelle assemblee nazionali dell'Uic, perché riguarda non solo il mondo della politica, ma soprattutto quello dell'associazionismo. La verità, come al solito, credo stia proprio nel mezzo. Oggi, il mondo della disabilità deve necessariamente ‘ sporcarsi le mani' con la politica: smettere cioè di essergli solo collaterale, iniziando a metterci la faccia. Questo è un passaggio obbligato se vogliamo che si verifichi un cambiamento culturale. In tutta onestà, nessuno mi ha mai detto o lasciato intendere che avrei dovuto restar fuori dalla vita politica per via della mia condizione. Certo, serve comunque del coraggio. Per un disabile, candidarsi a una carica pubblica significa accollarsi un rischio culturale oltre che politico. Spesso gli oppositori faranno leva proprio sull' handicap per sottolineare una presunta incapacità a governare: e a quel punto ci si deve accollare, per forza di cose, la responsabilità di dimostrare il contrario. In definitiva credo sia proprio il coraggio quello che serve al nostro paese, sia da parte della politica che dell'associazionismo".
Come sindaco, Borgna dovrà fare i conti con le restrizioni imposte dalla Spending review, che in molti comuni hanno già colpito la spesa sul welfare. Come, ad esempio, a Torino, dove i tagli ai trasporti per i disabili hanno provocato un'aspra polemica tra comune e associazioni " Purtroppo - chiarisce - la spesa pubblica oggi va oggettivamente riorganizzata e credo che anche i disabili debbano sforzarsi di capire che è finito il tempo del ‘tutto gratis, tutto dovuto'. Ma prima del welfare ci sono molte altre voci di spesa che andrebbero tagliate. Per quanto mi riguarda, almeno per quest'anno, spero di riuscire a mantenere invariati i servizi. Girano voci apocalittiche sui tagli che arriveranno l'anno prossimo agli enti locali, quindi non so dire cosa accadrà: certo, in caso venga confermato il taglio di 2 milioni e mezzo di euro al comune di Cuneo, non so come faremo a far quadrare i conti. Ma ci porremo il problema quando avremo dei dati certi".
E per quanto riguarda la questione dei falsi invalidi, finita sempre più spesso al centro delle cronache? "Credo innanzitutto che sia corretto parlare di ‘false attestazioni di invalidità' più che di ‘falsi invalidi'. Il falso cieco, come il falso invalido non si sono autocertificati: c'è una commissione medica che li ha certificati e ha, quantomeno, fatto male il suo lavoro. Detto questo, la lotta a questo fenomeno deve essere uno sforzo collettivo, anziché riguardare soltanto l'Inps e la Guardia di finanza. Il ché, però, è molto diverso dalla caccia alle streghe iniziata un anno e mezzo fa, che è stata un mero fenomeno mediatico. Credo sia stata fatta molta demagogia: come presidente dell'Uic mi è successo di avere dei soci assolutamente ciechi che lo scorso inverno non hanno voluto spalare la neve per paura di venire denunciati o bollati come truffatori. Quando viene individuato qualcuno, spesso lo si sbatte sui giornali prima ancora di aver fatto i reali accertamenti del caso. Ma esistono tante forme di cecità: un cieco, ad esempio, può riuscire a leggere ma non ad andare in giro autonomamente. I truffatori - conclude -vanno certamente puniti, ma bisogna stare molto attenti a non demonizzare, perché si finisce per mettere in moto meccanismi pericolosi, che alla fine danneggiano tutti" .

fonte:http://www.superabile.it/

lunedì 1 ottobre 2012

Cane guida ed esperienza(terrificante) in treno

Nonostante le rassicurazioni all'acquisto del biglietto, una volta a bordo del treno il mio cane viene ritenuto d'intralcio

Le Paralimpiadi attualmente in corso stanno riportando l'attenzione dell'opinione pubblica sulle imprese sportive delle persone disabili, mostrando come queste, al di là delle limitazioni che le loro condizioni impongono loro, siano in grado di condurre una vita piena e in molti casi autonoma. L'autonomia della persona disabile è senz'altro il risultato in primis della sua stessa condizione (più o meno invalidante), ma anche e soprattutto degli strumenti messi a disposizione affinchè la persona possa vivere appieno la sua esistenza. Molti e diversi sono gli ostacoli che le persone con disabilità si trovano ad affrontare nella quotidianità, rappresentando impedimenti anche nelle più (altrimenti) semplici operazioni  della vita di tutti i giorni, come ad esempio viaggiare

Questa è la testimonianza di Renata Sorba, che racconta la sua esperienza di viaggiatrice non vedente accompagnata dal suo cane guida.

Sono una non vedente che si muove sempre in compagnia di Rudy, un meraviglioso cane guida che mi permette di condurre una vita autonoma e di viaggiare. Mi capita spesso di utilizzare il servizio "per disabili" offerto da Trenitalia per gli spostamenti in varie città italiane. Il servizio è molto utile per chi, come me, ama viaggiare e soprattutto vuole mantenere la sua autonomia.

Purtroppo, sempre più frequenti sono gli spiacevoli episodi che si manifestano durante i viaggi in treno, da parte del capo-treno e dell'assistenza ai disabili incaricata all'accompagnamento all'interno della stazione.
Ogni qualvolta mi sono  trovata a viaggiare su un Frecciabianca, nonostante il posto assegnato e  l'avviso al capo-treno della presenza del cane guida, vengo invitata in modo scortese a spostarmi altrove, poiché il cane viene ritenuto d'intralcio. Al momento dell'acquisto del biglietto, invece, vengo rassicurata in quanto il cane è il prolungamento della mia persona e pertanto non dovrebbe creare problemi durante il viaggio.
Si è verificato anche martedì 14 agosto, quando, sul treno da Torino Porta Nuova a Venezia, il capotreno mi  ha evidenziato il problema del cane.

All'arrivo a Verona non sono stata presa in carico dal capo-treno che avrebbe dovuto consegnarmi all'assistente disabili che mi attendeva sulla banchina. Mi sono fatta aiutare da alcuni passeggeri per il recupero del bagaglio  e per guadagnarmi l'uscita. Tale disguido avviene per una mancata collaborazione tra capo-treno e assistenza: l'incaricato all'accompagnamento spesso non sale sul treno per timore di rimanerci in quanto vengono chiuse le porte e ciò fa sì che il disabile in questione venga  lasciato solo.

Con questa mia testimonianza chiedo a chi di dovere di provvedere e soprattutto di ricordare agli interessati che la superficialità e la leggerezza con cui vengono fatte o omesse certe azioni possono creare traumi ed insicurezze a chi quotidianamente si impegna per avere autonomia e dignità.


fonte: http://www.disabili.com/

giovedì 27 settembre 2012

Sei disabile?Non ti affitto casa.



Arianna, avvocato 30enne, è parzialmente cieca e fatica a trovare una casa adatta alle sue esigenze. E il colloquio con le potenziali coinquiline si trasforma in un interrogatorio: “Sai contare i soldi? Come fai a fare la spesa?”

Trovare un appartamento in affitto, si sa, è sempre complicato. Ma per una ragazza con disabilità i problemi sono ancora maggiori, soprattutto se deve scontrarsi con pregiudizi e discriminazioni. Arianna Colonnello, 30enne laureata in giurisprudenza e praticante avvocato, vive a Brescia da alcuni anni. Come ogni altra studentessa, deve fare i conti con l'affitto, le bollette e valutare la distanza della casa dalla stazione: da settembre, infatti, inizierà il corso di preparazione per l'esame di magistrato a Milano.
Ma i requisiti non finiscono qui. "Sono parzialmente cieca, affetta da retinopatia fin dalla nascita e da, qualche anno, anche da atrofia ottica. Per questo motivo non posso stare in un luogo chiuso con forti sbalzi di luce. La luce naturale dentro l'appartamento deve essere omogenea", spiega. Una patologia che rende ancora più complicata la sua ricerca.
Dopo lunghe e pazienti ricerche, trova un appartamento adatto. Ma l'incontro con una delle potenziali coinquiline si trasforma in un vero e proprio terzo grado: "Sai contare i soldi?", "Sei autonoma?", "Coma fai a spostarti?", "Come fai a fare la spesa?".
“Mi ha sottoposto una serie di domande umilianti -ricorda Arianna-. Io mi sono qualificata con i miei titoli e ho spiegato chiaramente la mia situazione fisica. Precisando che vivo sola già da otto anni". Una spiegazione che però non è bastata: "La mia potenziale coinquilina persino chiesto a un mio amico, che mi aveva accompagnato all'incontro, di prendersi la mia responsabilità", aggiunge. Non si trova un accordo e Arianna ha dovuto cercarsi una nuova casa in fretta e furia: entro il 31 agosto, infatti, deve lasciare il suo alloggio all'interno della residenze universitaria dove vive. Per fortuna la ricerca ha avuto esito positivo.

Seduta al tavolino di un bar in Piazza della Loggia, Arianna è sicura che "l'unico motivo per cui non mi è stata affittata casa è perché ho una disabilità. Mi è stato impedito di esercitare il diritto di scelta, che invece viene sancito dalla Convenzione Onu per i diritti delle persone con disabilità". Il testo della Convenzione, infatti, parla chiaro: la persona con disabilità ha il diritto di compiere in libertà le proprie scelte. "Io avevo il diritto di scegliere se andare a vivere in quell'appartamento -spiega Arianna-. Inoltre, con tutte quelle domande così pressanti è stato violato la mia dignità. Hanno chiesto al mio amico di farsi garante per me, come se non fossi capace di prendere decisioni".

Che la situazione di discriminazione che si è creata abbia le sue radici in pregiudizi radicati contro la disabilità o in una semplice condizione di ignoranza Arianna vuole andare fino infondo. Non vuole procedere per vie legali ("so bene quanto siano intasati i tribunali", ride) ma ha già segnalato la vicenda all'Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazione) e all'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità. "Vorrei che si vigilasse un po' meglio sui casi come il mio. E soprattutto che i cittadini siano meglio informati: c'è tanta gente che ancora non conosce la Convenzione".

Tratto da:http://www.personecondisabilita.it/

mercoledì 26 settembre 2012

Eyemusic


Eyemusic è un progetto crato dai ricercatori della Hebrew University di Gerusalemme. Si tratta di un software che trasforma  dati visivi in note, per i non vedenti.
Cito dal sito Corriere.it:
"Lo strumento consiste in un paio di occhiali speciali a cui sono fissate telecamere (ma c'è pure una telecamerina portatile che può essere puntata a mano dove serve) che scansionano l'immagine che si propone di fronte agli occhi di chi lo indossa: lo fanno continuamente, da destra a sinistra, indicando con un segnale sonoro quando ricomincia la scansione del campo visivo. I pixel-oggetti che compaiono più in alto nella scansione sono associati a un tono musicale più alto, quelli in basso a un tono grave; la posizione del pixel visivo sull'asse orizzontale dell'immagine è segnalata dal tempo che intercorre fra il segnale di inizio della scansione e la nota che lo rappresenta (in altri termini, più l'oggetto è spostato a destra più passa il tempo fra la “battuta d'attacco” e la nota); quindi, la brillantezza del pixel-oggetto è resa dal volume della nota. Ultimo tocco geniale i colori, indicati dall'uso di diversi strumenti: il canto rappresenta il bianco, la tromba il blu, il violino il giallo, il silenzio il nero e così via. [...]
Le applicazioni possibili per i non vedenti sono considerevoli: Amedi fa notare che con uno strumento simile un cieco può scegliere una mela rossa da un vassoio di mele verdi senza farsi aiutare da nessuno. Di certo adesso occorre perfezionare il metodo: un conto è capire se abbiamo di fronte un quadrato bianco a destra o sinistra, tutt'altro è apprezzare la complessità di ciò che arriva nel campo visivo, riuscendo comunque a interagire con l'esterno senza aiuti di altro genere."