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Ilaria

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venerdì 16 novembre 2012

Bimba disabile esclusa dalle lezioni Era iscritta a una scuola gestita da suore


TRANI - Ha perso due mesi di scuola dell'infanzia, ma a correrle in aiuto sono stati l'amministrazione comunale, attraverso il sindaco, e la scuola pubblica. Protagonista una bimba di due anni e otto mesi affetta da una forma grave di sordità bilaterale: la piccola, nel settembre scorso, prima si è vista accettata e poi rifiutata in una scuola privata paritaria di Trani. Da venerdì scorso la bimba frequenta una scuola pubblica, supportata da una maestra di sostegno. A segnalare il caso è l'avvocato Maurizio Sasso, del foro di Trani, al quale si sono rivolti i genitori della bimba per eventuali azioni legali. Secondo il racconto del legale, a inizio d'anno la bimba era stata iscritta alla scuola privata paritaria «Congregazione suore angeliche di san Paolo». Nel marzo scorso però, da controlli sanitari, emerse che la bimba era affetta da una gravissima sordità bilaterale e a giugno venne sottoposta ad un primo intervento chirurgico di impianto cocleare. I genitori della piccola avrebbero avuto comunque assicurazioni dalle suore che la bimba poteva essere accolta senza problemi. LA VICENDA - Il 18 settembre scorso la piccola venne accompagnata a scuola e i genitori dettero la loro disponibilità a risolvere qualsiasi eventuale problema. Ma il giorno dopo, riferisce il legale della coppia, la maestra ha informato la mamma della piccola che non se la sentiva di prendersi cura della bimba perché la patologia di cui era affetta avrebbe comportato «responsabilità» di cui non intendeva farsi carico. La coppia ha contattato anche la suora responsabile della struttura, assicurando che avrebbero potuto offrire, se necessario, anche una integrazione economica per garantire l'insegnante di sostegno. Ma dalla scuola privata è arrivata la comunicazione ufficiale della esclusione della bimba con la seguente motivazione: «Date le condizioni fisiche della bambina non possiamo assumerci la responsabilità durante la sua permanenza, senza un tutor personale». I genitori della piccola si sono rivolti a quel punto alla struttura pubblica, che inizialmente non ha potuto accogliere la bimba perchè organici e utenza erano stati già definiti da tempo. È quindi intervenuta l'amministrazione comunale che, di concerto con l'Ufficio scolastico regionale, è riuscita a trovare la soluzione inserendo la piccola che da venerdì scorso frequenta dunque una scuola pubblica per l'infanzia, ed ha garantita l'assistenza che la legge riconosce per i bimbi affetti da disabilità.

fonte:http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/

giovedì 8 novembre 2012

Usa, disabili mentali esclusi dalla festa


Usa, disabili mentali esclusi dalla festaIl sorriso vittorioso di Barack Obama non assolve l’America da una grave colpa. Tanto i repubblicani che i democratici hanno prestato scarsa attenzione al fatto che alle elezioni di ieri molti disabili psichici non hanno votato. Nel Paese della libertà, infatti, circa trenta stati (incluso il Distretto di Columbia) hanno leggi che limitano il diritto al voto delle persone con disabilità mentali.
I limiti variano da stato a stato. Alcuni non permettono il voto a nessuno che sia giudicato mentalmente incapace da un tribunale, mentre altri richiedono che il giudice specifichi espressamente la revoca dello “status di elettore” a causa di patologie come disturbo bipolare, schizofrenia, sindrome di Down, o autismo. Lo stesso limite può essere applicato a pazienti con lesioni cerebrali traumatiche, o anziani con Alzheimer o demenza. Durante la compilazione del modulo di registrazione al voto, si deve dire se si sia mai stati dichiarati mentalmente inabili. In caso affermativo, e se la capacità non è stata ripristinata, non si è ammissibili al voto.
I sostenitori di queste leggi ritengono che si tratti di un atto necessario a proteggere “soggetti deboli” dalla frode elettorale. I difensori dei diritti umani, invece, rifiutano l’archetipo per cui se si soffre di una malattia intellettiva, la razionalità è compromessa e non si è in grado di votare. A parer loro la sola presenza di simili leggi all’interno delle costituzioni statali genera umiliazione e discriminazione e l’idea di limitare il voto solo a chi soddisfa una serie di “criteri” fa un po’ paura.
Molti regolamenti sono radicati in un malinteso storico per cui i disabili mentali dovrebbero essere rinchiusi in istituti e lì curati. Oggi, grazie anche alla Convenzione ONU sui disabili, questo trattamento è superato e la miglior cura è l’inserimento in società. Lo stereotipo del disabile intellettivo incapace di esprimere una preferenza e maggiormente suscettibile a subire influenze indebite da altri, va superato. Per massimizzare l’accesso al voto e allo stesso tempo garantire aiuto alle persone che ne hanno bisogno, si dovrebbero predisporre funzionari elettorali in grado di fornire assistenza adeguata. Tutte le persone con malattia mentale meritano una vita di successo in comunità con gli stessi diritti degli altri cittadini. Il diritto di voto non è diverso.

fonte: http://www.west-info.eu/it/

mercoledì 7 novembre 2012

Catering ad uso e consumo dei disabili


Catering ad uso e consumo dei disabili“Kitchen on wheels”, lo speciale servizio di catering a prezzi ridotti per persone non autosufficienti. Sperimentato per la prima volta in Europa nella cittadina serba di Zvezdara. L’obiettivo del progetto è duplice. In primo luogo fornire cibo a tutti i cittadini disabili e non sono autosufficienti. E, allo stesso tempo, dare occupazione ai giovani portatori di handicap impegnandoli nella preparazione e consegna dei pasti. In questo modo si vuole coinvolgere una porzione della società ad elevato rischio povertà ed esclusione in una serie di politiche volte a migliorare le loro condizioni di vita. L’iniziativa è stata finanziata dall’UE in collaborazione con la Fondazione SOFT Tulip e cinque organizzazioni della società civile serba.

fonte:http://www.west-info.eu/