Nuovo blog

Presto il blog si trasferirà all'indirizzo disabilitasenzabarriere.it. Puoi già visitare il sito e inviarci la tua e-mail. La useremo soltanto per informarti quando il blog sarà attivo.
Un saluto!
Ilaria

Visualizzazione post con etichetta sordità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sordità. Mostra tutti i post

lunedì 10 dicembre 2012

Colosseo, la video-guida per disabili

L'Anfiteatro Flavio ha il primato del monumento archeologico più "accessibile". Dopo gli ascensori, l'allestimento di percorsi ad hoc per un pubblico con difficoltà motorie, il simbolo di Roma si racconta anche alle persone sorde. Da oggi è disponibile, per essere noleggiata, la speciale videoguida che consentirà al pubblico di non udenti di visitare autonomamente l'intero monumento.

ROMA - Il Colosseo sembra vincere la scommessa di monumento archeologico più "accessibile". Dopo l'inaugurazione nel 2000 degli ascensori, l'allestimento di percorsi ad hoc per un pubblico con difficoltà motorie, e la messa in opera di un altro ascensore che porterà ai sotterranei, ora l'Anfiteatro Flavio si racconta anche ai sordi. Da oggi è disponibile, pronta per essere noleggiata, la speciale videoguida che consentirà al pubblico di non udenti di visitare autonomamente l'intero monumento con un apparecchio-guida digitale personale.

Tutto su uno smarthphone. "E' la prima videoguida di questo tipo in un sito museale a Roma e in Italia perché consente una visita interattiva diretta, e non virtuale, del Colosseo, ricalcando perfettamente il percorso delle audioguide che sono ormai attive in undici lingue, compreso il latino", avverte la direttrice del monumento Rossella Rea. Il progetto, voluto dalla Soprintendenza ai beni archeologici di Roma, è stato realizzato dalla società concessionaria al Colosseo dei servizi aggiuntivi di didattica e accoglienza, CoopCulture, in stretta collaborazione con l'associazione onlus Kiasso specializzata in iniziative attive nel turismo accessibile, e presentato in concomitanza con la Giornata internazionale per la Disabilità. L'apparecchio consiste in uno smartphone touchscreen riadattato con un software (Samsung Galaxy S) che offre un doppio sistema di informazioni (tutte nozioni storiche e approfondimenti artistici supervisionati dalla stessa Rea).

L'immagine dell'interprete e il liguaggio dei segni. Sullo schermo, infatti, viene offerta simultaneamente l'immagine dell'interprete che traduce le notizie nel linguaggio dei segni, sia il testo narrativo che scorre a fianco. Una modalità, quest'ultima, che può essere utilizzata anche dall'accompagnatore. La videoguida può essere scelta tra il linguaggio Lis (Lingua italiana dei segni) e, novità assoluta, quello dell'Asl (American Sign Language). Quindi la videoguida è in italiano e inglese. C'è voluto un anno di lavoro per mettere insieme la "regia" di un prodotto così innovativo: "L'operazione è stata condivisa integralmente con l'associazione Kiasso e testata dal loro personale in modo da renderla efficace. L'operazione principale è stata quella di calibrare tutto il testo dei contenuti sul sistema del linguaggio dei segni - avverte Rossella Rea - e il valore aggiunto è che questa video guida è fatta da persone sorde che hanno lavorato sul testo e lo hanno tradotto. E' quindi frutto di persone di madrelingua".

Il turismo accessibile. Non a caso la peculiarità dell'associazione Kiasso è quella di aver investito tutto sulla professionalità nel settore del turismo accessibile, formando anche guide turistiche specializzate in linguaggio dei segni. Dopo alcune sperimentazioni a Roma di sistemi divulgativi per non udenti, legati più a guide virtuali e applicazioni scaricabili su cellulari, ora è la prima volta che un monumento viene dotato di uno specifico servizio didattico in modo permanente. La video guida ha lo stesso costo delle audio guide (€5,50), a fronte dell'ingresso gratuito per tutti i portatori di handicap e i loro accompagnatori, com'è disciplinato da decreto del Ministero per i beni culturali.

 fonte:http://www.repubblica.it/

lunedì 3 dicembre 2012

Al bar «Senza nome» caffè e mojito si ordinano con il linguaggio Lis


MILANO - Chi se la sente di sperimentare la lingua italiana dei segni ottiene un piccolo sconto sull’ordinazione. Attaccate alla porta d’ingresso, infatti, ci sono le foto di come si dicono birra o mojito in Lis. Per i più timidi, invece, c’è una bacheca - "L'angolo del cocciuto" - con tanti bigliettini tra cui scegliere da mangiare e da bere: si staccano, si portano al bancone del bar e le difficoltà di comunicazione sono risolte. A Bologna ha aperto "Senza nome", il primo locale gestito da due ragazzi sordi che punta «sull’integrazione tra cibo e cultura e sull’incrocio di linguaggi differenti», dice Alfonso Marrazzo (nella foto sotto, a sinistra), 28 anni, originario di Salerno e laureato in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo. Tra un panino e un caffè, infatti, il locale ospita mostre, concerti, djset, presentazioni di libri e corsi di yoga o shiatsu in collaborazione con Nunzia Vannuccini dell’associazione culturale Farm, che ne cura la programmazione artistica.
REALIZZARE UN SOGNO - «Io e Sara Longhi - l’altra ragazza che gestisce il "Senza nome" (nella foto al centro) - lavoravamo già all’organizzazione di eventi teatrali per le persone non udenti all’interno del Gruppo Camaleonte - spiega Alfonso -, ma abbiamo sempre incontrato parecchie difficoltà, legate soprattutto alla ricerca di spazi e di fondi». Il bar, invece, sembra aver risolto il problema delle risorse economiche necessarie a finanziare le attività culturali. «L’idea è quella di dar vita a un luogo che possa far circolare idee e pensieri in movimento, incrociando due linguaggi diversi come quello sonoro e quello visivo insieme, e facendo interagire tra loro il mondo dei sordi con quello degli udenti - continua Alfonso -. All’inizio eravamo molto preoccupati per la reazione della gente. Ora però vediamo che le persone iniziano a volersi cimentare con la Lis». E poi il bar dispone della connessione wi-fi gratuita.
SPAZIO A CIBO E IDEE - Tra le curiosità del menù invece - dove panini, friselle, bruschette e piadine portano il nome degli amici di Alfonso e Sara che li hanno aiutati nella realizzazione di questo progetto -, ci sono le "cene a cappello", le merende domenicali e un vino tutto speciale. Le prime sono serate a tema in cui «lo chef di turno propone i propri piatti a mo' di aperitivo e come se fosse un artista di strada, mentre il vino consigliato dalla casa è un chianti prodotto dalla fattoria La Muraglia di Monteriggioni, un’azienda agricola sui colli senesi gestita dalla famiglia Convito e da alcune persone sorde», racconta Alfonso. "Senza nome", un ambiente su due piani suggestivo e informale con saletta fumatori e tavolini all’aperto d’estate, si trova in pieno centro, in via Belvedere 11/b, è aperto tutti i giorni tranne il lunedì dalle 15 alle 3 (la domenica fino alle 23) e per essere sempre aggiornati sulla programmazione culturale c’è la pagina Facebook.

fonte:http://www.corriere.it/

venerdì 23 novembre 2012

ADAM KOSA: UN SORDOMUTO AL PARLAMENTO EUROPEO

Adam KosaHa tenuto il suo primo discorso in lingua dei segni tradotto in ungherese Adam Kosa è un avvocato ungherese di 34 anni che, in quanto Presidente dell'Associazione dei Sordi ungheresi, da anni si batte per i diritti dei disabili e la tutela delle minoranze linguistiche.
Nella scorse tornata elettorale europea Kosa si era candidato nelle liste dell'unione civica di aria centro destra, il FIDESZ, risultando il dodicesimo nella lista delle preferenze. Il suo partito di è assicurato il 56.37% dei voti del suo paese ed ha ottenuto così 14 seggi al Parlamento Europeo.
Di conseguenza Adam è rientrato tra i parlamentari eletti..
Come primo atto ufficiale una volta giunto a Strasburgo, Adam, insieme ad un altro europarlamentare neoeletto, anch'egli sordomuto, il francese Philippe Juvin, ha chiesto al nuovo presidente del Parlamento, Jerzy Buzek, e a tutti i presidenti dei gruppi parlamentari, che tutti i dibattiti per cui è prevista la traduzione vengano tradotti anche nella lingua dei segni.
"Non vediamo perché quanto proponiamo non debba essere recepito immediatamente - hanno dichiarato Kosa e Juvin in un comunicato congiunto - Una simile misura potrà essere utile per tutti i cittadini che fanno uso della lingua dei segni e avrà un forte significato simbolico perché servirà a dimostrare la volontà, da parte dell'Europarlamento, di favorire l'integrazione dei disabili nella società europea."
"Con Adam Kosa, anche la Lingua dei Segni entra per la prima volta a pieno titolo in una istituzione europea. Un  grande passo avanti verso il riconoscimento delle persone sorde come membri partecipi della comunità": è questo il commento soddisfatto che si legge sul sito dell'ente nazionale per la protezione e l'assistenza dei sordi.

fonte:http://www.disabili.com/

mercoledì 14 novembre 2012

Un film accessibile è un diritto e non “un regalo”!

Carlo LucarelliUn concetto fondamentale, che viene sottolineato ancora una volta, in questi giorni – coincidenti con il Festival Internazionale del Film di Roma – dall’Associazione Blindsight Project e dal Network Partecipato Consequenze, grazie al cui impegno quattro film della rassegna saranno accessibili alle persone con disabilità sensoriali, tramite i sottotitoli e le audiodescrizioni

«Pensando ad eventi come il Festival Internazionale del Film di Roma – scrivono i responsabili di Blindsight Project, Associazione ormai da anni impegnata in questa materia – ci sono sì gli ostacoli architettonici, ma le barriere più grandi da abbattere restano quelle che le Istituzioni pongono ogni volta che si vuole realizzare accessibilità, ostacoli superati nel caso di un party o di altri avvenimenti mondani, appuntamenti, questi ultimi, che potrebbero essere sostituiti più democraticamente con un numero più alto di proiezioni accessibili, e non solo quattro o addirittura tre come al RomaFictionFest di quest’anno, rispetto alle ben dieci del 2009! Le Istituzioni devono iniziare a inserire la voce di spesa “accessibilità” non più tra gli “extra” ma tra le spese obbligatorie, come già succede in altri Paesi europei da tempo, perché l’accessibilità è un diritto e non un favore da fare alle persone disabili».
Una premessa più che doverosa, da parte di chi anche quest’anno – grazie alla sensibilità degli organizzatori e al proprio impegno, insieme a quello del Network di Cultura Partecipata Consequenze – ha ottenuto che alcune proiezioni della manifestazione cinematografica in corso nella Capitale siano accessibili anche alle persone con disabilità sensoriali, grazie ai sottotitoli e alle audiodescrizioni.
Si tratterà esattamente di L’isola dell’angelo caduto di Carlo Lucarelli, con Giampaolo Morelli, Gaetano Bruno e Rolando Ravello (mercoledì 14 novembre, ore 15), di Il volto di un’altra di Pappi Corsicato, con Laura Chiatti, Alessandro Preziosi, Lino Guanciale, Iaia Forte e Angela Goodwin (mercoledì 14 novembre, ore 20.45), di La scoperta dell’alba di Susanna Nicchiarelli, con Margherita Buy, Susanna Nicchiarelli e Sergio Rubini (venerdì 16 novembre, ore 15) e di E la chiamano estate di Paolo Franchi, con Isabella Ferrari, Jean-Marc Barr, Luca Argentero, Filippo Nigro, Eva Riccobono, Anita Kravos, Jean-Pierre Lorit e Christian Burruano (sabato 17 novembre, ore 17.30), tutti in programma alla Sala 1 del Cinema Barberini (Piazza Barberini, 24), a cura dell’Organizzazione Sub-Ti.
«Sarà una nuova preziosa occasione – sottolineano ancora da Blindsight Project – per far capire, anche in base alle presenze in sala, che un sottotitolo e un’audiodescrizione sono importanti per tutti, che non si può parlare di democrazia e civiltà nel momento in cui una persona viene discriminata solo perché non sente o non vede, come ancora succede in questo Paese, e purtroppo non solo al cinema. Un’operazione, tra l’altro, che potrebbe e dovrebbe essere molto semplice, mentre va ricordato che dietro ad ogni proiezione accessibile c’è sempre e ancora un lavoro disumano e un impegno enorme, sia fisico che economico, da parte di chi, come noi e come Consequenze, opera a titolo volontario per questa causa».
Quanto mai significativa anche la conclusione: «È una barriera mentale quella che considera ancora come una novità o come un fenomeno la persona cieca o sorda che segue un film comprendendo tutto, dai testi alle immagini, grazie ai sottotitoli e all’audiodescrizione. Non bisogna stupirsi quando – purtroppo raramente – un cinema o un festival di cinema offrono accessibilità senza alcuna discriminazione, ma bisogna stupirsi del fatto che ancora per molti italiani con disabilità sensoriali un film accessibile è un sogno, e per altrettanti italiani “normodotati” è una grande novità. E soprattutto ricordare che per le Istituzioni questo rappresenta ancora una “spesa impossibile” o un “grande regalo”, nonostante si tratti del costo più basso che c’è in ogni budget!». (S.B.)
Per le persone con disabilità sensoriali che saranno al Cinema Barberini di Roma per le proiezioni indicate, è prevista una riduzione e sono possibili anche prenotazioni per gruppi. Per ogni informazione: info@blindisght.eu.

fonte:http://www.superando.it/

giovedì 25 ottobre 2012

Tutti i colori della sordità di Amalia


Silvia ZoffoliLa prima edizione del premio per la drammaturgia Teatro e Disabilità - meritoria iniziativa organizzata dall’AVI di Roma (Agenzia per la Vita Indipendente) e dall’ECAD (Ebraismo Cultura Arte Drammaturgia), nata con l’obiettivo di dare una voce all’anima delle molteplici disabilità attraverso la scrittura teatrale e della quale la nostra testata si è a suo tempo ampiamente occupata – l’aveva premiato con il secondo posto, giudicando che avesse ottimamente evidenziato quello «sguardo stereotipato sulla disabilità che genera talvolta stigma, causando forme di autoesclusione» e ritenendolo «un racconto teatrale pieno di situazioni sceniche tra il comico e l’imbarazzante». Ora, poco meno di un anno dopo, Amalia e basta - classificatosi anche primo al Concorso InediTO Colline di Torino e a Monologhi Sipario-Autori Italiani, organizzato dalla Fondazione Carlo Terron assieme alla nota rivista «Sipario» – sta per muovere i suoi primi passi sul palcoscenico.
Nelle serate di martedì 23, mercoledì 24 e giovedì 25 ottobre, infatti, verrà rappresentato in forma di “primo studio” a Roma (Teatro Due, Vicolo dei Due Macelli, 37), nell’ambito della terza Rassegna Sguardi S-velati: punti di vista al femminile, con la regia e l’interpretazione di Silvia Zoffoli, che ne è anche l’autrice (scene di Leonardo Carrano; disegno luci di Marco Maione; costumi di Maria Grazia Lasagna Mancini; strutture scenografiche di Carlo e Roberto Zoffoli; assistente alla regia Ilaria Montagna). Successivamente, poi, sabato 3 e domenica 4 novembre, andrà in scena anche a Caserta, all’interno della Stagione 2012-2013, denominata Prospettive contemporanee, di Officina Teatro Caserta a San Leucio.
Amalia, protagonista della storia, lavora come hostess di museo e una giornata in cui le sembra che il tempo non passi mai diventa l’occasione per ripercorrere le tappe fondamentali della sua vita, quelle cioè di una giovane come tante, che però è sorda dalla nascita. Ed è con la sua disabilità “invisibile” - diversità con cui confrontarsi sia rispetto agli udenti, sia rispetto agli altri sordi – che Amalia si misura, facendo emergere vari risvolti, talora tragicomici, e riuscendo infine ad accettarsi appunto come “Amalia e basta”.
«Un soggetto intrigante e poco frequentato (l’ipoacusia) – hanno scritto i giurati di Sipario-Autori Italiani - sviluppato con toni di verità e una partecipazione emotiva che rivela una sorprendente, simpatetica contiguità col tema trattato, attraverso un’apprezzabile modulazione dei diversi registri verbali».
«Rispetto alla sordità – annota la stessa Silvia Zoffoli – oggi c’è ancora molta ignoranza: nell’uso comune resiste non di rado l’utilizzo del termine “sordomuto” per indicare chi, invece, è semplicemente sordo. In realtà la disabilità uditiva è complessa, declinata in differenti forme, modi ed esistenze. Questo testo nasce da un intenso percorso di ricerca, in cui il mio unico criterio guida è stato mettermi in ascolto empatico di molte storie e persone, le più diverse fra loro. Probabilmente in Amalia c’è un po’ di ognuna di esse. Io non posso definirmi un’esperta di sordità né faccio teatro “per sordi”: ho semplicemente sentito la necessità di raccontare, attraverso il teatro, un personaggio che stimoli il pubblico a conoscere una realtà più vicina di quanto si possa immaginare e quello che ho voluto sottolineare è il valore dell’unicità della persona, che non è riducibile a un solo “aggettivo”».
«Amalia – prosegue l’autrice dell’opera – non ama andare in giro con il “libretto delle istruzioni”, eppure è lei la prima a voler cercare una definizione univoca di se stessa e degli altri, la cerca e al tempo stesso la rifugge, vorrebbe appartenere a un gruppo in cui trovare i propri simili, eppure sente gli altri ostili. La sua ironia e fresca leggerezza, in realtà, sono il risultato di un percorso di crescita personale non certamente facile, che vede la sua catarsi nell’accettazione della fragilità. E questo, se si vuole, vale per la sordità come per qualunque altra condizione dell’essere umano: accettarsi ed essere accettati per quelli che si è significa vivere una contraddizione costante fra la ricerca di un’identità precisa e l’insoddisfazione nel non trovarne mai una univoca».
«Probabilmente -conclude Zoffoli – c’è un po’ di Amalia in ognuno di noi. Ho voluto giocare su una messa in scena basata sui colori e sulla loro combinazione, sia per l’ambientazione del testo (un museo) e le passioni della protagonista (l’arte e la pittura), sia per dare un’idea visivo-simbolica di una realtà complessa com’è quella dei sordi. Ho voluto poi lavorare su due livelli, percezione di sé e percezione degli altri, giocando su registri diversi di recitazione, per cercare di restituire, al tempo stesso, la fragilità e la forza di questa piccola grande donna».

fonte:http://www.superando.it/

venerdì 19 ottobre 2012

Musei da toccare o ascoltare: presto si potrà

Musei accessibili anche alle persone non vedenti. Con la possibilità, quindi, di toccare opere d’arte o di ascoltare percorsi espositivi. È il progetto «Turismo culturale per disabili visivi», un’idea promossa dalla Uic (Unione italiana ciechi e ipovedenti) e finanziata dal Dipartimento per la Gioventù della Presidenza del Consiglio dei ministri. Il progetto è finalizzato a organizzare una serie di visite guidate, nelle strutture museali accessibili del Lazio, della Toscana e della Campania, rivolte a 500 giovani con disabilità visiva tra i 13 e i 35 anni e ai loro accompagnatori. Le barriere da abbattere, infatti, non sono solo quelle architettoniche, ma anche quelle percettive e sensoriali. E gli strumenti da utilizzare sono la creazione di allestimenti specifici per le persone non vedenti attraverso descrizioni audio, guide specializzate, mappe tattili, plastici e calchi di opere d’arte da poter toccare.

UN SETTORE DA SENSIBILIZZARE – Il progetto, costato complessivamente 235mila euro e le cui visite guidate partiranno subito dopo l’estate, non vuole solo incrementare il turismo culturale rivolto alle persone cieche o ipovedenti. Vuole anche e soprattutto sensibilizzare gli operatori del settore, dai responsabili delle strutture museali alle guide turistiche, in merito alle problematiche che le persone con disabilità visiva hanno nei confronti delle varie forme d’arte. «Il diritto alla cultura, che le persone non vedenti hanno sempre rivendicato come parte integrante della formazione di ciascun individuo, inizia finalmente ad essere riconosciuto come tale – commenta Tommaso Daniele, presidente nazionale della Uic –. L’obiettivo del progetto, infatti, è quello di gettare un seme per arrivare a suscitare una coscienza nazionale». Non un museo tattile, quindi, come il museo Omero di Ancona, ma «la possibilità di accedere ai vari musei sempre perché l’arte deve essere per tutti», ha aggiunto Orlando Paladino, referente operativo del progetto. «E nonostante la sensibilità dimostrata dal Ministero per i Beni e le attività culturali, manca ancora un provvedimento che consenta di toccare le opere d’arte non deteriorabili, o una riproduzione, a chi non può vederle», conclude Daniele.
SCAVI, GIARDINI E PALAZZI – Tra le strutture aderenti al progetto «Turismo culturale per disabili visivi» voluto dalla Uic ci sono – per il Lazio – i Musei Capitolini, il Museo Barracco, il Museo degli strumenti musicali, i Mercati di Traiano, il Museo dei Fori imperiali, il Museo d'arte contemporanea e il Museo d'arte moderna, tutti a Roma. Per la Toscana, invece, e in particolare per Firenze, si segnalano il Museo nazionale Alinari della fotografia, Palazzo Pitti, i Giardini di Boboli, il Museo di Storia della scienza e il Museo della Fondazione Horne, oltre al Museo di Storia naturale e del territorio di Calci (Pisa) e al Museo paleontologico di Empoli. La Campania, infine, partecipa con il Museo degli scavi di Pompei, il Palazzo reale di Napoli e l'Istituto per ciechi Domenico Martuscelli, sempre a Napoli, che dispone di una notevole quantità di materiale fruibile alle persone con disabilità visiva. Le persone interessate a queste visite culturali guidate possono contattare la sede provinciale dell’Unione italiana ciechi più vicina.

fonte:http://www.corriere.it/

Vi aggiungo questo link:
http://www.disabili.com/viaggi/musei

Qui potrete trovare i musei accessibili di tutta Italia!

domenica 30 settembre 2012

Prima radio creata da(e per) ragazzi sordi !!!

"No, non è uno scherzo. È stata abbattuta anche questa barriera, a prima vista insormontabile visto che la radio si basa sul suono, della musica o della voce e quindi implica il poter sentire o il potersi sentire. Non è più così, perché in Italia, precisamente a Roma, è partito un progetto unico nella storia del nostro paese, perché per la prima volta è stata data la possibilità ad alcuni ragazzi sordi di collaborare attivamente con gli udenti all'interno di un'emittente radiofonica.

L'idea è nata un anno fa circa, quando alcuni ragazzi sordi hanno incontrato i membri dello staff di Radio Kaos Italy, un'emittente radiofonica indipendente romana. Da qui la collaborazione è continuata, fino ad arrivare ad un risultato: creare una web radio con una parte visiva, dove i ragazzi sordi potessero comunicare notizie, curiosità e quello che desideravano, come in un vero programma radio, attraverso il linguaggio dei segni.

Anche il nome della radio è cambiato, trasformandosi in "Radio Kaos ItaLIS". LIS è la sigla che contraddistingue il linguaggio dei segni e su questa scia sono nate anche rubriche create e gestite dagli stessi ragazzi sordi: "LISsa la notizia", rubrica satirica focalizzata sul mondo dei sordomuti e la rivista "LISpresso", dove udenti e sordi collaborano nella scelta e nella redazione di contenuti informativi. Solo per citarne alcune.

Oltre alla collaborazione attiva sono anche stati istituiti dei veri e propri corsi per insegnare a questi ragazzi come fare radio, sia per la parte vocale e di doppiaggio, che per quella di regia. A tutt'oggi infatti uno di questi ragazzi riesce a curare la regia di un programma da solo con un metodo personalizzato: i volumi, vengono regolati a seconda dell'ampiezza delle frequenze che vede sullo schermo del computer.

In pratica, una volta stabilito visivamente a che ampiezza la voce raggiunge volumi accettabili, il regista sordo cerca di mantenere le frequenze in quella "zona", alzando o abbassando a seconda delle esigenze. Una tecnica davvero particolare, un bellissimo modo per permettere a tutti di cimentarsi in questo lavoro, senza differenze o discriminazioni. La radio è alla base di questo progetto, ma non è certo l'unico metodo di integrazione: infatti vengono organizzati eventi, serate, spettacoli, manifestazioni teatrali da parte dell'emittente, dove un modo diverso di comunicare è al centro di tutto.

La parola per una volta viene messa da parte e, oltre a cabaret, concerti, rappresentazioni teatrali e balli, in alcuni eventi all'interno di locali pubblici, tutti i partecipanti indossano dei guanti fluorescenti per comunicare tra loro nel luogo scelto per la manifestazione, così da sperimentare il linguaggio e il modo di parlare dei ragazzi sordi e magari chissà, imparare anche da loro a esprimersi con i gesti, in una sorta di scambio comunicativo alla pari.

Per fortuna, l'impegno di Radio Kaos ItaLIS non è un caso isolato. Anche l'Istituto Statale per Sordi di Roma, infatti sta organizzando per maggio la prima edizione di "CINEDEAF", un festival internazionale, che prevede la proiezione di film realizzati da registi, attori, sceneggiatori e produttori sordi di tutto il mondo.
 La radio, può essere qualcosa di più: può essere un veicolo per insegnare, un mezzo per superare le barriere e un modo per far divertire e appassionare tutti.


fonte:http://www.radiospeaker.it (a cura di Nicola Zaltieri)

mercoledì 8 dicembre 2010

I benefici in relazione ai deficit

Alla nostra attività partecipano persone con differenti handicap,i quali possono essere solo fisici,solo "mentali",o fisici e anche mentali. Sicuramente i benefici cambiano in relazione alla patologia,ma,a mio parere,anche solo piccoli passi di miglioramento ci sono stati,ci sono e ci saranno per tutti.
Nel caso della Trisomia 21,altrimenti detta Sindrome di Down,il muscolo poco tonico e forte della persona acquisisce sempre più forza ed elasticità grazie ai movimenti facilitati dall'essere in acqua. In piscina una ragazza affetta da questa patologia se la cava molto bene a nuotare,si aggrappa al bordo della vasca e riesce ad arrampicarsi per uscire.
Nel caso di cecità la situazione è un po' più complessa. Cito quanto scritto dal sito idea blu :
"Le persone non vedenti in acqua trovano numerose occasioni di sviluppo della capacità di orientamento, sono agevolati dal mezzo che stimola i loro propriocettori e i recettori tattili di tutto il corpo. Anche chi ha perso la vista gradualmente, e normalmente per timore di perdere il possesso dello spazio riduce sensibilmente l'attività personale, trova nella piscina un ambiente circoscritto, è protetto dai colpi che l'acqua attutisce, deve tenere sotto controllo un numero limitato di fattori spaziali."
Per esperienza confermo che è parecchio complicato avere il senso dello spazio e che ci dev'essere parecchia tranquillità attorno alla persona,altrimenti si agita e prende paura. Però anche in questo caso ho seguito una ragazza che,seppur con ausili appositi,nuota proprio bene.
Per quanto riguarda la sordità e il mutismo,la situazione è più semplice,nel senso che si può ben comunicare mediante gesti o comunque attraverso il "non verbale", e quindi l'attività si può svolgere tranquillamente.
Nel caso di individui affetti da paraplegia " in acqua è garantita la possibilità di movimento, per cui la persona acquista autonomia, può imparare a spostarsi in acqua e a nuotare da sola.
Le persone affette da spasticità ottengono benefici soprattutto grazie al rilassamento muscolare dovuto al massaggio dell'acqua, quindi riescono a compiere gesti a loro impossibili a secco e con maggiore ampiezza di movimento. I movimenti bruschi sono frenati e la densità dell'acqua offre sostegno al corpo."(idea blu )

Troviamo poi diverse altre patologie e sindromi che più o meno presentano gli stessi benefici di quelli sopracitati.