Nuovo blog

Presto il blog si trasferirà all'indirizzo disabilitasenzabarriere.it. Puoi già visitare il sito e inviarci la tua e-mail. La useremo soltanto per informarti quando il blog sarà attivo.
Un saluto!
Ilaria

Visualizzazione post con etichetta tecnologia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tecnologia. Mostra tutti i post

domenica 25 novembre 2012

iPad e Accessibilità: come un tablet può dare la “voce” a chi non ce l’ha


La tecnologia fa passi da gigante rincorrendo le esigenze della maggior parte dei consumatori, ma a volte per fortuna un occhio di riguardo va anche ad una fascia di utenti minoritaria, quella dei disabili. Molti degli attuali prodotti sono pieni di queste ‘accortezze’ -dalle interfacce “accessibili” di iOS e Windows 8 alle videochiamate per la comunicazione gestuale- dettagli che a molti risultano secondati, ma che per alcuni possono davvero fare la differenza.
È questo il caso di un gruppo di giovani studenti sordomuti dell’High School di Martinsburg (West Virginia), da sempre impossibilitati a comunicare con l’esterno, da oggi dotati di una nuova “voce”. Ad assisterli in questo percorso è stata la dottoressa Trisha Palmer, i 4.000 dollari investiti dalla Eastern West Virginia Community Foundation e sette esemplari di iPad.
Gli studenti sordomuti, spiega Trisha Palmer, hanno delle deficienze mentali che gli precludono alcune abilità cognitive: tra queste, oltre la comunicazione orale, anche quella scritta e quella gestuale tramite l’universale linguaggio dei segni. La svolta per questi studenti del West Virginia è stata l’applicazione “My First AAC” per iPad, un’app che aiuta la comunicazione tramite intuitivi passaggi argomentativi. I ragazzi disabili possono in questo modo scegliere tramite le apposite immagini l’argomento delle loro frasi e premere le varie opzioni mostrate a schermo.
A differenza di mouse e complesse interfacce desktop, l’intuitiva tecnologia touch e la limpidezza del layout dell’applicazione e di iOS hanno permesso ai ragazzi di iniziare ad utilizzare gli strumenti offerti dall’iPad senza alcun training preparatorio. Custoditi da un supporto rigido rosa o blu a seconda del sesso del proprietario, gli iPad hanno subito avuto successo nella classe e ogni studente ha personalizzato lo sfondo di iOS con una sua fotografia. Queste le parole della dottoressa Trisha Palmer:
È stato fantastico. La loro attenzione nelle attività è aumentata, così come il loro interesse. Così sono più motivati. In pratica, la comunicazione per loro si è sempre limitata a voglie e bisogni e come conciliare questi. Ma finora non avevamo ancora trovato un modo affinché questa comunicazione potesse avere luogo.
È questa la tecnologia di ultima generazione, ed ora è nelle loro mani. Per loro ora significa poter comunicare.
L’educatrice Nancy Simpson parla poi di tutti i passati insuccessi “tecnologici”, ovvero quei costosi dispositivi comprati dalla scuola, proposti agli studenti disabili ma ben presto abbandonati: “Erano ingombranti e scomodi da usare, offrivano o troppe scelte o non abbastanza, per non parlare dei prezzi esorbitanti”. Ma il vero contributo che ha dato l’iPad a questi ragazzi crediamo sia stato un altro: l’aver dato un po’ più di visibilità a chi, per nascita, è limitato dal silenzio.

venerdì 16 novembre 2012

"Nicolas Eymerich", il primo videogioco anche per non vedenti

Ispirato al personaggio della saga di romanzi di Valerio Evangelisti permette una perfetta interazione anche a non vedenti e ipovedenti. In anteprima a Handimatica (Bologna) il 16 novembre
videogame BOLOGNA - Il suo titolo è "Eymerich inquisitore: la peste" ed è il primo videogioco accessibile anche ai non vedenti. Il gioco costituisce il primo capitolo della saga ispirata all'omonimo personaggio protagonista dei  romanzi del bolognese Valerio Evangelisti, nonché all'inquisitore catalano del XIV secolo, Nicolau Aymerich, realmente esistito. "Nicolas Eymerich Inquisitore: La peste" è un'avventura grafica in 3D divisa in 4 capitoli, ed è stato creato dall'azienda bolognese TiconBlu in collaborazione con Asphi, fondazione onlus che promuove l'integrazione delle persone disabili. "Il gioco - spiega Ivan Venturi, creatore e sviluppatore di Heymerich per TiconBlu - è nato dalla volontà di allargare il più possibile la fetta dei fruitori. L'idea, banale, di doppiare per non vedenti l'intero videogioco, ha permesso di fare del gioco un formidabile strumento di accessibilità".
La vera rivoluzione compiuta dal videogame è, appunto, quella di essere completamente accessibile a  non vedenti e  ipovedenti: grazie a 2 possibili comandi, audio e testuale, che possono essere usati congiuntamente o singolarmente, sarà perfettamente possibile districarsi nella trama delle avventure di Eymerich anche al pubblico dei non vedenti. Questo può avvenire grazie a una serie di semplici accorgimenti: innanzitutto il racconto è illustrato dalla voce del protagonista, che descrive le azioni e gli scenari del gioco e permette dunque all'utente non vedente di orientarsi subito nell'avventura grafica; sempre attraverso l'audio, al giocatore è permesso di riconoscere gli oggetti e selezionarli semplicemente usando la tastiera del dispositivo. Un'alternativa all'audiogame è la modalità testuale, in cui è il giocatore stesso che "scrive" le azioni che vuole che il protagonista compia , caratteristica che è anche una citazione delle avventure testuali degli anni '80 (quelle che venivano prima di Monkey Island).
Per agevolare ulteriormente il pubblico non vedente, nel videogame è stata inserito anche l'escamotage dell'‘aiuto divino' che, una volta selezionato, consente al gioco di procedere in maniera automatica, permettendo all'ascoltatore di seguire la trama come se fosse un audiolibro. Ma il gioco di Eymerich possiede anche un'altra caratteristica rivoluzionaria: è, infatti, il primo videogioco interamente in latino: i dialoghi sono stati estratti e riadattati con estremo rigore filologico dal testo giuridico del "vero" Eymerich inquisitore: il "Directorium Inquisitorium".  "Per la traduzione dei testi latini - spiega ancora Venturi - ci siamo avvalsi dell'aiuto di Federico Cinti, ricercatore presso la facoltà di letteratura classica e medioevale di Bologna. È stata la presenza di Cinti, non vedente, a darci l'idea  di fare del gioco uno strumento accessibile anche ai portatori di handicap; così sostanzialmente l'idea del latino e dell'audiogame sono venute contemporaneamente".
"Nicolas Eymerich inquisitore: la peste" uscirà in Italia il 16 novembre e sarà presentato al convegno di Handimatica, che si terrà a Bologna dal 22 al 24 novembre, in occasione del quale si avrà la possibilità di rendersi davvero conto dell'innovazione apportata dal gioco nel campo dell'accessibilità per i disabili alle nuove tecnologie.

fonte:http://www.superabile.it/

giovedì 15 novembre 2012

Verso la conclusione il primo corso per disabili visivi su piattaforma Apple

Volge a conclusione il primo corso d’informatica per disabili visivi su tecnologia Apple, organizzato dalla sezione modenese dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, con il finanziamento del locale Rotary Club. Si tratta di un progetto pionieristico sotto molti punti di vista che sta mostrando tutte le sue potenzialità.
Questa prima edizione, alla quale ne seguiranno altre, è stata condotta su un gruppo ristretto di allievi guidati da Vainer Broccoli, non vedente esperto di nuove tecnologie e in particolare della tecnologia assistiva di casa Apple.
Ad accogliere la proposta formativa lanciata da Ivan Galiotto, neopresidente Uic Modena, sono stati a decine, soprattutto giovani, provenienti anche da fuori regione. “Il mercato del lavoro sta diventando molto competitivo e a noi disabili non resta che cercare la migliore soluzione per ridurre il nostro handicap e risultare più produttivi” ci spiegano gli allievi del corso. “Non possiamo accontentarci di utilizzare un solo sistema operativo, benché sia il più diffuso perchè siamo chiamati ad essere flessibili e pronti ad ogni sfida”. E qualcuno aggiunge: “E’ una questione di comodità, di intuitività e anche di estetica… La bellezza porta lontano ed è molto importante, quando si lavora sodo, quando ci si presenta agli altri sia in ambito privato che professionale…”.
E se l’informatica è un punto imprescindibile della crescita professionale, sembra che la tecnologia della Mela offra chances davvero preziose in fatto di accessibilità, nonostante la perfezione non sia certo raggiunta.
E’ una rivoluzione copernicana: se fino ad oggi era il disabile a doversi adattare alla tecnologia, applicando software specifici al sistema operativo di casa Microsoft, inseguendo gli aggiornamenti dei programmi e precari equilibri di compatibilità, nel mondo Mac si capovolge la situazione. “quando acquistiamo un I-Phone o un Mac-Book – spiega Galiotto – noi siamo clienti come gli altri. Basta un tocco e il nostro smart-phone legge a voce quel che gli altri vedono a schermo, mentre una combinazione di tasti trasforma il computer ‘standard’ in un oggetto per noi completamente fruibile. Questo significa – aggiunge – che tra la tecnologia per tutti e quella per i disabili non c’è distanza, ma continuità e condivisione”. Concorda il docente del corso: “E’ un cambio di prospettiva – spiega – che non ha a che fare solo con le tecnologie ma che insegna qualcosa in fatto di inclusione sociale: non importa se sei ‘normodotato’, cieco, sordo o con disabilità motoria… Le tecnologie Mac con il loro “Accesso Universale nascono accessibili a tutti. E se non è beneficenza, ma semplice operazione di mercato, stavolta il salto è lampante”.
Le lezioni vengono condotte dal docente che segue passo passo gli allievi nell’apprendimento delle tecniche con cui si può utilizzare il computer con tastiera e output vocale, in un’attività formativa che altro non è se non una trasmissione di know how tra chi condivide situazioni e sfide simili. “E’ importante che ad insegnare sia una persona che codivide la nostra stessa situazione e che soprattutto ha maturato la propria esperienza nonostante e forse grazie al proprio deficit visivo. E’ come parlare la stessa lingua e condividere buone strategie per risolvere i problemi”.

fonte:http://www.sassuolo2000.it/

lunedì 12 novembre 2012

A Handimatica anche i videogame accessibili


Handimatica 2012BOLOGNA - Non solo studio, lavoro e assistenza. Tecnologie e ausili possono migliorare la qualità della vita delle persone disabili in ogni ambito della vita, tempo libero compreso. Videogiochi per tutti e simulatori 3D per divertirsi, ma anche per conoscere le difficoltà che deve affrontare chi ha una difficoltà sensoriale oppure nella lettura e nel calcolo, sono sotto i riflettori di Handimatica 2012, la nona edizione della mostra-convegno delle tecnologie per la disabilità, organizzata dalla Fondazione ASPHI Onlus dal 22 al 24 novembre a Bologna presso gli spazi dell’Istituto superiore Aldini Valeriani – Sirani (via Sario Bassanelli 9).
Nel corso delle tre giornate, a Handimatica si potrà provare in anteprima “Nicolas Eymerich, Inquisitore: La Peste”, il nuovo videogame in distribuzione a partire dal 16 novembre, sviluppato dall’italiana TiconBlu con la consulenza di Asphi. Ispirato alle gesta dell’omonimo inquisitore protagonista dei libri di Valerio Evangelisti, nonché personaggio storico realmente esistito, “Eymerich” è il primo videogioco “friendly” per non vedenti grazie alla modalità “Audiogame”: la descrizione sonora di ambienti e azioni permette, infatti, anche a chi non vede, di muoversi tra villaggi di appestati, covi di eretici e boschi infestati, interagendo con una trama fatta di enigmi, misteri e avventure nel Medioevo.
Dal fantasy alle quattro ruote: a Handimatica gli appassionati di corse potranno salire a bordo di “GuidaTuPro”, un simulatore che (giovedì 22 alle ore 15) sarà messo alla prova anche dal campione Alex Zanardi, testimonial della manifestazione. Frutto della collaborazione tra TiconBlu, Osservatorio per l’educazione stradale della Regione Emilia-Romagna e Asphi, “GuidaTuPro” è un videogioco attraverso cui cimentarsi in diverse situazioni di guida, che ha anche un importante scopo educativo: ci sono missioni in cui bisogna rispettare il codice della strada per evitare di fare incidenti e perdere punti della patente, un’altra (la “Ecodrive”) in cui si deve adottare uno stile di guida “soft” per consumare e inquinare meno, e altre ancora in cui sperimentare i rischi della guida sotto l’effetto di alcol e stupefacenti. Inoltre, grazie alle tecnologie messe a punto dall’azienda Handytech specializzata nell’allestimento di veicoli speciali, il videogame è utilizzabile anche da chi ha disabilità motorie: controlli completamente personalizzabili consentono, infatti, di correggere la traiettoria del veicolo non solo attraverso il volante, ma anche tramite la scansione (visiva e vocale) oppure, semplicemente, muovendo la testa.
Calarsi nei panni di chi ha difficoltà nella lettura e nella scrittura di lettere e numeri (dislessia, disgrafia e discalculia) è, infine, quello che promette “ComeSe”, un “serious game” in 3D progettato da Fondazione Asphi e TIconBLU con il contributo di Fondazione IBM Italia. Attraverso la navigazione di ambienti immersivi, con “ComeSe” è possibile capire come i dispositivi digitali – computer, calcolatrici parlanti, lavagne multimediali – possano essere d’aiuto a scuola tanto nell’apprendimento quanto nell’insegnamento. Il software è strutturato in due parti complementari, gioco e approfondimento, che ne fanno un interessante strumento educativo da utilizzare anche in ambiente scolastico.
Il programma completo di Handimatica è disponibile sul sito www.handimatica.com.

fonte:http://www.disablog.it/

sabato 10 novembre 2012

Sfidare l'handicap

Questa settimana Learning World si occupa di progetti che mirano ad aiutare persone con necessità particolari a integrarsi nella società. Osserviamo diversi metodi usati nell’insegnamento per persone disabili. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, 150 milioni di ragazzi al mondo convivono con un handicap.
- Irlanda: suonando con gli occhi
Tra gli handicap gravi ci sono i movimenti involontari del corpo o l’incapacità di parlare e chi ne soffre ha bisogno di essere seguito costantemente. SmartLab, un istituto di Dublino, usa una nuova tecnologia per aiutare le persone disabili a parlare e comunicare più facilmente.
Tra queste c‘è Katie, 23 anni, soffre di paralisi cerebrale. Non puo’ controllare i propri movimenti e non puo’ parlare, ma grazie a una tecnologia di oculometria, suona usando gli occhi.
smartlab-ie.com
- Qatar: prepararsi al mondo del lavoro
Il passaggio dalla scuola al lavoro è spesso difficile, e lo è particolarmente per le persone disabili. In Qatar una scuola punta a preparare i giovani con handicap al mondo del lavoro. Il post school community services programme dello Shafallah Centre aiuta i giovani diplomati di questo istituto a scegliere una carriera e trovare un lavoro.
Sessantaquattro studenti sono iscritti a questo centro fondato dalle autorità del Qatar e da società private. Sono divisi in tre livelli in base alle disabilità mentali e fisiche. Non vengono formati solo loro, ma anche le famiglie.
www.shafallah.org.qa
- Malta: “siamo tutti sulla stessa barca”
“Siamo tutti sulla stessa barca”. E’ il motto di una regata che a Malta mira a fornire alle persone disabili nuovi orizzonti dando loro e alle loro famiglie l’opportunità di andare in barca a vela.
L’undicesima edizione dell’HandyCup è partita dal porto vecchio di La Valletta, a Malta. A bordo ci sono duecento persone provenienti da 16 Paesi del mediterraneo: giovani con diversi tipi di handicap assieme alle loro famiglie, ai loro amici e ad assistenti sociali.

fonte:http://mediascuola.blogspot.it/

lunedì 29 ottobre 2012

Prototipo di carrozzina robot che supera qualsiasi ostacolo

Al Chiba Institute of Technology, in Giappone, un gruppo guidato da Shuro Nakajima ha messo a punto una sedia a rotelle robot in grado di salire sui gradini.
La carrozzina-robot, con le sue quattro ruote motrici e cinque assi, è in grado di superare ogni tipo di ostacolo utilizzando le ruote come delle “gambe”.
L’utilizzatore deve semplicemente guidare la sedia con un joystick, il robot – grazie ad un sensore – valuta automaticamente il terreno circostante e si muove in modo appropriato. (www.diginfo.tv)


fonte:http://www.disablog.it/

domenica 28 ottobre 2012

Il caschetto per disabili

E’ cominciata la sperimentazione del progetto Brain Control, ideato dall’ingegnere senese Pasquale Fedele: si muove con il pensiero.

I disabili in carrozzina potranno muoversi col pensiero, spegnere le luci o chiudere le finestre. Sembra impossibile, ma è proprio così. E’ cominciata la sperimentazione del progetto Brain Control, ideato dall’ingegnere senese Pasquale Fedele, fondatore e amministratore delegato della società Liquidweb, e presentato nel corso di Internet Festival a Pisa. I disabili potranno muoversi grazie a un caschetto dotato di sensori Eeg (gli stessi che si utilizzano per gli encefalogrammi), connessione wireless via bluetooth e un tablet. Il disabile pensa in quale direzione muoversi e l'interfaccia del tablet reagisce di conseguenza, facendogli selezionare la voce di un menù piuttosto che il tasto di una tastiera virtuale.
«Il cervello umano – spiega Fedele - è composto da più di mille miliardi di neuroni. Le loro interazioni chimiche, in ogni istante della nostra vita, generano impulsi elettrici. Queste scariche elettriche, benché infinitesimali, possono essere misurate. La tecnologia “Brain-Computer Interfaces” (BCI) interpreta la mappa elettrica corrispondente a determinate attività celebrali consentendone l’impiego per controllare il computer». Brain Control è una piattaforma che ha come obiettivo quello di consentire a chi è affetto da patologie come tetraplegia, Sla, sclerosi multipla e distrofie muscolari di varia natura, di superare disabilità motorie e di comunicazione. È quindi rivolta, innanzitutto, ai pazienti affetti da malattie che paralizzano completamente o in parte la persona, ma non ne intaccano le capacità intellettive. Il sistema ridarà a questi pazienti la possibilità di interagire e comunicare a livelli inimmaginabili fino a pochi anni fa.
Comunicare sentimenti e bisogni, muovere la propria sedia a rotelle, interagire con amici e parenti mediante social network, email, sms, accendere o spegnere le luci, perfino aprire o chiudere porte e finestre. Tra i pensieri consci che già oggi la piattaforma è in grado di impiegare ce ne sono ben 12, legati al movimento (6 direzioni e 6 rotazioni, l’utente pensa alto, basso, destra, sinistra, ecc.), utilizzati come una sorta di joystick celebrale per il controllo di un’interfaccia grafica su tablet Pc. Allo stesso tempo il dispositivo riconosce i segnali cerebrali legati alle emozioni (eccitazione, gioia, impegno, meditazione o frustrazione), movimenti delle palpebre, delle sopracciglia o dell’occhio.

fonte:http://corrierefiorentino.corriere.it/

sabato 13 ottobre 2012

Brindisys, il computer made in Italy che traduce il pensiero in azioni


Accendere e spegnere la luce, aprire la porta, formulare parole e frasi, ma solo con il pensiero: da un progetto di un team di ricerca guidato da Febo Cincotti, ricercatore della Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma, finanziato da Fondazione AriSla per la ricerca sulla Sla, con il contributo di Aisla, associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, è nato il prototipo di interfaccia cervello-computer che permette di comunicare attraverso gli impulsi del cervello ai pazienti "locked in", cioè in uno stato avanzato della disabilità in cui non si è in grado di muovere neppure gli occhi.
Il prototipo è frutto della ricerca italiana - Si chiama Brindisys e, rispetto ad altri modelli precedenti, complessi da utilizzare, ingombranti e che richiedono costante supporto tecnico, è un dispositivo completamente non invasivo, di facile utilizzo, che permette anche ai pazienti in uno stato avanzato della malattia di mantenere una possibilità di comunicazione. Dotato di un elaboratore miniaturizzato simile a quelli usati all`interno dei riproduttori dvd, Brindisys riconosce l`intenzione dell`utente dall`esame del suo segnale elettroencefalografico, senza l`utilizzo di un computer potente.
Legge il pensiero e lo trasforma in azioni - Brindisys è composto da una cuffia, che viene indossata dal paziente, dotata di elettrodi che servono a rilevare i comandi solamente immaginati attraverso i potenziali elettrici prodotti dal cervello. Questi segnali vengono "letti" da un dispositivo poco più grande del palmo di una mano che li traduce in comandi e li trasmette a un semplice tablet da cui parte l`esecuzione dell`azione. Si va dalla riproduzione vocale di una frase pre-impostata, alla formulazione lettera per lettera di frasi nuove fino a comandare azioni vere e proprie quali accendere la televisione, cambiare canali, aprire la porta, spegnere la luce. La "traduzione del pensiero" avviene in circa 10 secondi.
Aiuterà le persone che non possono muovere neppure gli occhi - Primo step per arrivare al prototipo è stata l'indagine su un campione di pazienti, familiari ed esperti, che ha permesso di individuare le principali esigenze comunicative dei malati. Dopo la fase di studio e gli esperimenti per realizzare il prototipo, a distanza di poco più di un anno ha preso il via la fase clinica e un gruppo pazienti lo sta sperimentando. In questa prima fase clinica, i pazienti, reclutati su base volontaria, ma ciascuno a un diverso livello di avanzamento della malattia, vengono condotti nella casa domotica della Fondazione IRCCS Santa Lucia di Roma: un appartamento appositamente progettato per le persone con disabilità dove tutto è automatizzato e con Brindisys è possibile, per esempio, regolare lo schienale della poltrona o l`inclinazione del letto, aprire la porta. In una fase successiva il prototipo sarà affidato ai pazienti che potranno facilmente utilizzarlo a casa propria. Dalle loro risposte partirà poi una nuova versione del dispositivo.

martedì 9 ottobre 2012

Una fascia da samurai per «vedere» con la pelle

Ina donna con le braccia alzate (a sinistra) a destra come si vede indossando la fasciaIna donna con le braccia alzate (a sinistra) a destra come si vede indossando la fascia
Raoul Fuentes Miyari è un giovane pianista cubano che vive a Madrid. Non vede dalla nascita. Così come tanti artisti del suono, più o meno famosi. Una rock star giapponese, una soprano dagli occhi a mandorla, una giovanissima pianista australiana. Sensibilità diversa, da non vedenti abituati ad orientarsi con gli altri quattro sensi. Sempre accompagnati da qualcuno, umano o a quattro zampe, che eviti loro spiacevoli incidenti da affollamento di impulsi. Ebbene, da qualche tempo possono anche muoversi senza angelo custode. Fanno parte di un progetto che permette loro di «toccare» le immagini. O se si vuole, come dice Raoul al Corriere della Sera , «sentirle sulla pelle». Quella della fronte. Il progetto sviluppato nell'università di Tokio è partito dieci anni fa. Ed ora Yonezo Kanno, ingegnere, ex Ibm, e i maghi dei microchip, Hideaki Sawanobori e Hiroyuki Kajimoto, hanno dato vita al «terzo occhio» frontale, Auxdeco , e alla Eyeplusplus Inc , l'azienda che lo produce.
Una fascia, tipo quella dei samurai, che si pone sulla fronte. Al suo interno, a contatto con la pelle, 512 microchip. Una web camera, sulla fascia, raccoglie le immagini che i microchip poi traducono in impulsi puntiformi. Impulsi che arrivano al cervello non utilizzando la via nervosa della vista, ma quella del tatto. I polpastrelli delle dita hanno più sensori tattili (uno ogni 0.2 millimetri) di tutte le altre zone del corpo, ma subito dopo c'è la pelle della fronte (uno ogni 2-3 millimetri). E come le dita «leggono» i punti della scrittura braille, così la fronte «legge» le immagini trasformate in puntini. Per ora in bianco e nero. Il tutto è alimentato da una batteria di mezzo chilo che si porta a tracolla.
Non c'è nulla di invasivo, come i chip impiantati nel cervello per gli sperimentali occhi bionici americani o inglesi. Nessun intervento chirurgico. Le immagini date dai tg nipponici sono sorprendenti. Non vedenti dalla nascita camminano da soli, «vedono» strisce pedonali e ostacoli (solo i colori del semaforo sono un problema ma distinguono la diversa intensità del colore che si accende), «sentono» i contorni di persone ed oggetti, «guardano» ciò che mangiano e bevono.Quadri ambientali in bianco e nero, che migliorano nei particolari con il tempo: quando il cervello comincia a memorizzare ciò che non ha mai visto. Più rapido l'addestramento in chi ha perso l'uso della vista dopo averne potuto godere. In questo caso la memoria aiuta a codificare prima il tatto in immagini.
Auxdeco è sbarcato in Italia ad Isernia, con testimonial ed inventori. Marco Condidorio, presidente regionale dell'Unione ciechi, lo sperimenta: esce dall'auditorium da solo tra la calca dei curiosi. Applausi e lacrime. Ed Isernia per due giorni è patria del «terzo occhio». Come mai Isernia? Perché è lì, nel cuore del Molise che ha sede Ams, la società che importerà Auxdeco come Eyeplusplus Europe . L'avvocato di diritto internazionale Mauro Gagliardi e il professor Bruno Falasca sono i «padroni di casa». Da novembre la fascia della vista sarà in vendita anche in Europa: già 50 mila le ordinazioni. In Giappone costa 12 mila dollari. Pronta la nuova versione con 1.024 (il doppio degli attuali) microchip.

Unico problema: non si può tenere sulla fronte per più di 2 ore di seguito, va cambiata una pellicola di gel che serve da facilitatore della conduzione di impulsi. Poi si riposiziona e si torna a vedere.

fonte:http://www.corriere.it/

lunedì 8 ottobre 2012

EasyWay:la prima applicazione per segnalare le barriere architettoniche

Vodafone lancia EasyWay, la prima applicazione gratuita per smartphone, dedicata sia a persone con difficoltà motorie che ai genitori che si muovono in città con il passeggino, per segnalare in tempo reale il grado di accessibilità dei luoghi pubblici come negozi, musei, ristoranti, alberghi e uffici.
EasyWay e’ un’applicazione user generated content, che tutti possono contribuire ad arricchire segnalando, ovunque si trovino, il grado di accessibilità del luogo che stanno visitando. I dati, inseriti nella banca dati di EasyWay, resteranno a disposizione di tutti coloro che consulteranno l’app prima di recarsi in un luogo pubblico, per avere informazioni sull’accessibilità’ dello stesso, come ad esempio la presenza o meno di parcheggi dedicati, di servizi igienici per disabili, se e’ possibile utilizzare l’ascensore con una sedia a rotelle, etc…
Secondo lo studio ISTAT “La Disabilità in Italia” del 2009, in Italia sono 2 milioni e 600 mila le persone con disabilità, senza considerare che oltre il 20% della popolazione ha oltre 65 anni ed e’ perciò naturalmente esposta a difficoltà motorie dovute all’età’.
Per questo uno strumento in grado di segnalare l’esistenza e il grado di barriere architettoniche negli edifici di accesso pubblico e’ essenziale sia per migliorare la qualità della vita delle persone che per aiutare la pubblica amministrazione e i privati ad alleggerire i disagi che alcuni cittadini rilevano quotidianamente.
“EasyWay e’ un esempio concreto delle potenzialità sociali della telefonia mobile, che ha raggiunto un livello di diffusione e di evoluzione dei servizi tali da consentire un utilizzo veramente efficace per migliorare la vita delle persone” afferma Maria Cristina Ferradini, Responsabile Sostenibilità e Fondazione Vodafone Italia.
L’applicazione e’ stata realizzata con il contributo di FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, che ha avviato tramite il suo network i primi upload sui livelli di accessibilità. Tra I partner dell’iniziativa anche Nokia Location and Commerce che ha fornito i punti di interesse e il grado di accessibilità dei luoghi pubblici per contribuire a migliorare la vita degli italiani.
L’Onorevole Daniela Sbrollini, componente della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati e della Commissione Bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza, ha commentato il lancio di EasyWay “E’ una risposta semplice ed innovativa ad un noto problema che caratterizza le nostre città, un passo in avanti nella direzione di favorire l’indipendenza, l’autonomia e l’inclusione sociale di tutte le persone con difficoltà motorie, non solo per i disabili ma anche per gli anziani o i genitori con il passeggino. Ecco come la tecnologia innovativa può essere al servizio di problemi antichi. Come parlamentare della Commissione Affari Sociali e della Bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza, e anche come mamma, sostengo pienamente queste iniziative.”.
Anche l’Onorevole Melania De Nichilo Rizzoli, medico e componente della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati e della Commissione Parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, afferma “Vedo in questo progetto il soddisfacimento di una duplice esigenza: da un lato, una soluzione tecnologica per colmare un divario sulla vivibilità e l’accessibilità’ dei luoghi pubblici; dall’altra, un appello alla coscienza civica e all’impegno di tutti i cittadini che sono chiamati attivamente a condividere informazioni apparentemente banali ma di vitale importanza per il beneficio dei meno fortunati. E’ uno strumento importante per proiettare le nostre città sullo standard delle più avanzate città europee.”.
EasyWay e’ disponibile per iOS e Android, e’ gratuita ed e’ utilizzabile tramite qualsiasi operatore telefonico.

fonte:http://www.androider.it/