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Ilaria

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giovedì 29 novembre 2012

Se un cucciolo migliora l'autismo

Un amico peloso donato dopo i cinque anni aumenterebbe empatia e capacità di condivisione

 I bambini autistici possono migliorare le proprie abilità sociali se hanno un cucciolo con cui giocare. A patto, però, che l'animaletto sia donato loro dopo i cinque anni.
I ricercatori francesi del Centro ospedaliero di ricerche universitarie di Brest hanno scoperto che i bambini affetti dalla patologia diventano più aperti nelle relazioni e nella condivisione delle cose se hanno un amico peloso. Al contrario, coloro che non hanno mai avuto un cucciolo non mostrano miglioramenti.
Comunque, questo effetto non è stato rilevato nei bambini che hanno cuccioli in famiglia dalla nascita. I ricercatori affermano che la causa di ciò possa essere individuata nel valore di novità che assume un cucciolo portato in casa più tardi. Tale elemento rafforzerebbe i legami familiari aumentando l'interazione reciproca tra i membri.

Gli studi

Marine Grandgeorge e i suoi colleghi hanno realizzato due studi che sono stati pubblicati su Plos One.
Nel primo, hanno analizzato ventiquattro bambini autistici con un'età media di undici anni. Metà dei bambini ha ricevuto un cane, un gatto o un coniglio dopo aver compiuto i cinque anni mentre gli altri non hanno mai avuto un cucciolo. I genitori dei bambini hanno completato un questionario utilizzato comunemente per diagnosticare l'autismo sia quando i bambini hanno compiuto cinque anni che al termine dello studio.
I risultati hanno evidenziato che i bambini con un cucciolo sono maggiormente in grado di condividere cibo o giocattoli sia con i loro genitori che con altri bambini e inoltre riescono a offrire conforto quando qualcuno è triste o ferito.
Un secondo studio, invece, ha comparato otto bambini che avevano un cucciolo in casa fin dalla nascita e otto che non ne hanno mai avuti. Non è risultato alcun miglioramento tra i bambini con un amico peloso rispetto agli altri.
Gli scienziati affermano che i bambini passano più tempo a giocare e a coccolare i cuccioli se li ricevono da piccoli, mentre coloro che hanno da sempre un animaletto in famiglia mostrano una minore interazione. I ricercatori precisano che altri studi hanno mostrato che i cuccioli migliorano autostima ed empatia tra i bambini con uno sviluppo particolare.

mercoledì 28 novembre 2012

I due fratelli che tornano bambini come Benjamin Button

Si chiamano Michael e Matthew Clark i due fratelli britannici che soffrono di una insolita malattia che inverte gli effetti del comportamento e li fa comportare come bambini. I fratelli hanno 42 e 39 anni, ma sembrano bambini di 10 anni


I due fratelli che tornano bambini come Benjamin ButtonMatthew e Michael Clark vivono a Lincoln, sono due fratelli e entrambi soffrono di leucodistrofia terminale, una malattia che inverte gli effetti del comportamento e li fa comportare come bambini.
La storia ricorda molto il film con Brad Pitt, Il curioso caso di Benjamin Button, dove il protagonista, invece di crescere e invecchiare, regrediva fino a tornare bambino. Ed è stato così anche per i Clark: sono stati costretti a tornare a vivere dai loro genitori perché la patologia li fa comportare come bambini, nonostante abbiano 39 e 42 anni.
La notizia dei fratelli Benjamin Button è rimbalzata sulla stampa britannica, che racconta come i due abbiano ricevuto la diagnosi di leucodistrofia, che colpisce circa 100 adulti nel Regno Unito, lo scorso anno e subito una regressione psicologica molto pesante. La leucodistrofia fa parte di un gruppo di disturbi neurologici causati da danni alla guaina mielinica, la pellicola di protezione che circonda le fibre nervose nel cervello. Quando le terminazioni nervose sono danneggiate, il cervello smette di inviare messaggi corretti e il corpo non è più in grado di eseguire funzioni di base come camminare, parlare e deglutire.
Su Mirror si legge che il 42enne Michael, ormai ex militare, si calcola abbia ora l'età mentale di un bambino di 10 anni, mentre il più piccolo, Matthew, già operaio e con una figlia di 19 anni a sua volta in attesa di un bebè, è finito senza un tetto dopo aver perso il lavoro e dopo aver subito lo sfratto proprio a causa della malattia.
I genitori dei due sfortunati fratelli, Anthony Clark, 63, e sua moglie Christine, 61, hanno dichiarato di aver sofferto terribilmente nel vedere crescere e allo stesso tempo regredire i loro figli in un totale senso di impotenza. La diagnosi è arrivata dopo che Matthew è stato sottoposto a una risonanza magnetica: i medici gli hanno chiesto se avesse fratelli o sorelle perché temevano che la leucodistrofia potesse aver colpito anche loro. E infatti poi è arrivata la triste conferma anche per Michael. Così Anthony e Christine hanno cambiato casa, ne hanno presa una più grande per accogliere di nuovo i figli.

fonte:http://esteri.liquida.it/

domenica 28 ottobre 2012

Puglia: consigliere regionale, 11 bimbi disabili non possono frequentare scuola

"Undici bambini disabili della scuola materna 'Don Milani' di Foggia non hanno iniziato ancora l'anno scolastico. Le motivazioni addotte sono sempre le stesse: i farraginosi iter burocratici sono le cause con cui il dirigente scolastico ha liquidato i genitori dei bambini diversamente abili". Lo rende noto la consigliera regionale pugliese de La Puglia per Vendola Anna Nuzziello. "Gli undici bambini in sostanza - spiega - devono attendere gli esiti dei ricorsi di una gara d'appalto espletata dal Comune di Foggia, per l'individuazione di una cooperativa esterna di educatori di sostegno all'istruzione e all'educazione, per tornare tra i banchi di scuola. Il diritto allo studio e' invece un diritto per i disabili sancito ai sensi delle legge 104 del 1992 articolo 12. A prescindere da tutte le difficolta' derivanti dall'apprendimento", aggiunge.
La consigliera Nuzziello sottolinea che "e' necessario ancora sgomitare e alzare la voce per vedere affermati i diritti. Io non mi stanchero' mai di vigilare e sorvegliare alzando ancora di piu' il livello della mia soglia di attenzione, in questo momento di profonda crisi economica con deriva di poverta'. Pertanto gli 11 bambini della scuola materna Don Milani hanno trascorso fin troppo tempo lontano dal luogo in cui tutti i bambini del mondo hanno diritto stare alla loro eta' - sottolinea - le istituzioni locali non si possono trincerare dietro gli iter burocratici, ma devono adottare ogni soluzione necessaria per consentire agli undici ragazzini di poter iniziare l'anno scolastico, come per tutti gli altri bambini che frequentano la scuola materna gia' da un mese".

fonte:http://www.liberoquotidiano.it/

sabato 27 ottobre 2012

Palermo, Resta sospeso il servizio di assistenza per 80 bimbi disabili

Ottanta  bambini disabili rimangono a casa perché il servizio di trasporto del Comune quest'anno non è mai partito. Sono alunni delle scuole elementari e medie che da quando la Gesip non è più in servizio hanno dovuto affrontare mille difficoltà per seguire le lezioni e il più delle volte hanno proprio saltato la scuola. Tutto resta a carico dei genitori, che hanno riorganizzato con grandi sacrifici la vita familiare e lavorativa in funzione dello stop al servizio di trasporto.

Come Francesco Paolo e Giuseppa, padre e madre di una bimba colpita da una grave disabilità fin dalla nascita, iscritta alla scuola primaria Salgari di via Paratore. Per accompagnare la bambina a scuola servono due persone, una che guida l'auto e l'altra che controlla la piccola seduta dietro. Così Francesco Paolo è riuscito a ritagliarsi una mattina, accumulando una serie di recuperi con gli straordinari, e ad accompagnare la figlia a scuola insieme alla moglie.

"Quando c'era il servizio del Comune  -  dice il padre  -  non era necessaria la nostra presenza perché a bordo ci sono gli assistenti. Purtroppo non riesco a fare di più perché i miei orari di lavoro non coincidono con quelli della scuola di mia figlia. Nell'unico giorno in cui segue le lezioni cerca di recuperare quello che può. Per i bambini il trasporto non è partito, ma per le elezioni, invece il trasporto disabili alle urne sarà garantito". E quell'unico giorno per la bambina è
una grande festa.

"Lei  -  continua il padre  -  è bravissima a scuola, ama studiare e adora l'italiano. Mi chiede sempre come mai non va a scuola come tutti gli altri suoi compagni. Io le ho spiegato tutta la situazione, perché di certo non posso e non voglio prenderla in giro". In aula, poi, al suo fianco rimane la mamma, perché anche le ore di sostegno a causa del tagli alla scuola ormai sono ridotte. "Ci sembra  -  dicono i due genitori  -  un accanimento in una situazione già molto difficile. Il nostro non è l'unico caso. Ci sono tante famiglie disperate per questo motivo. Non possono godere neppure di questo minimo sollievo. Ma a pagarne le spese sono soprattutto i bambini per cui andare a scuola è un diritto, non un optional".
Dalla scuola sono partite numerose lettere indirizzate agli uffici comunali. "Abbiamo segnalato il caso più volte  -  dice Maria Pizzolanti, preside della Salgari  -  sappiamo che il Comune sta cercando di provvedere, ma di fatto il servizio non è mai partito".

Due giorni fa il consiglio della terza circoscrizione ha affrontato la questione in presenza dell'assessore comunale alla Scuola, Barbara Evola. "In quell'occasione  -  dice il consigliere Lavinia Tumminia  -  abbiamo appreso che gli assessori alla Scuola e alle Attività sociali stanno cercando di riorganizzare il servizio impiegando personale comunale. Nell'attesa, però, riceviamo segnalazioni di famiglie in serie difficoltà". L'assessore alle Attività sociali Agnese Ciulla, ha fatto sapere che oggi potrà dare risposte più precise in merito al servizio di trasporto disabili.

fonte:http://palermo.repubblica.it/