Un ragazzo di diciotto anni dal 2007 vive legato al muro perché troppo pericoloso per le altre persone. La corda viene allentata di notte e quando è solo nel suo appartamento all'interno della clinica psichiatrica. Tutta l'Europa ne parla.
ROMA - Legato al muro ogni volta che entra in contatto con un'altra persona. Un ragazzo olandese di diciotto anni, disabile psichico, vive così dal 2007, anno in cui è entrato nella clinica psichiatrica "Heeren Loo" nella cittadina di Ermelo. La vicenda Brandon van Ingen, così si chiama il ragazzo, è stata raccontata da un documentario andato in onda giovedì scorso sulla tv olandese, provocando un vivace dibattito sull'opportunità di rivedere la legge sul trattamento dei malati mentali.
Considerato potenzialmente pericoloso per sé e per gli altri, Brandon è costretto a indossare una speciale imbracatura, con una corda elastica che lo tiene attaccato al muro ogni volta che qualcuno entra nella sua stanza. Quando invece non c'è nessuno, o di notte, la corda viene allentata. I medici ripetono che è necessario tenere il ragazzo legato perché molto aggressivo, e che le sue condizioni di salute siano così serie da giustificare il trattamento lo ha ripetuto il ministro olandese per la salute, Marlies Veldhuijzen van Zanten-Hyllner, che ha anche dichiarato di essere stata molto colpita dalla condizione del ragazzo raccontate dal documentario. La ministra ha assicurato che il trattamento del ragazzo è in linea con quanto stabilito dalla legge olandese, ma ha promesso che valuterà se serve introdurre dei cambiamenti.
Ma le polemiche non si placano: è davvero necessario "tenerlo come un animale in gabbia", chiede ad esempio Petra, la madre del ragazzo. Inoltre, secondo alcune associazioni, altre quaranta persone vivrebbero nelle stesse condizioni in Olanda. Il caso ha fatto molto discutere anche a livello internazionale con diverse testate tra cui la Cnn e il Daily Mail che hanno ripreso la notizia e pubblicato stralci del documentario.
fonte:http://www.disabiliamo.it/
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