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Ilaria

giovedì 1 novembre 2012

disabile, ha perso la madre e ora è abbandonata dalla Regione»] «Mia figlia disabile, ha perso la madre e ora è abbandonata dalla Regione»

«Mia figlia Simona, disabile al 100% , ha perso la madre nel 2011 e risiede ormai da anni in una struttura fuori regione (Cam a Ferretto di Cortona, in provincia di Arezzo). Questa sistemazione è stata resa necessaria dal fatto che non vi erano e non vi sono tuttora strutture adeguate nel Lazio e possibilmente vicine alla famiglia.
Nella stessa situazione si trovano altri 10 compagni di viaggio. Le famiglie, ogni volta che vanno a trovare i loro cari, sono costrette a viaggi lunghi e faticosi, ma affrontati serenamente, tenuto conto che la Cam è molto professionale e tratta con molto affetto i propri ospiti. Ma a fine settembre la Regione Lazio, arbitrariamente ed unilateralmente, ha deciso di tagliare pesantemente la sua partecipazione alle spese di mantenimento per queste persone, forse «scomode» e da cancellare da una società molto civile, dedita agli scandali ed alle ruberie, di cui le cronache sono piene! La Regione non si è nemmeno preoccupata di avvertire personalmente le famiglie, lo ha fatto la Cam! Quindi dal 1° ottobre, le famiglie si dovrebbero accollare spese nemmeno lontanamente sostenibili per il ceto medio (stiamo parlando di circa 3800 euro al mese)! Ogni ulteriore commento sarebbe possibile e facile, fino al turpiloquio. Mi limito a far notare che una società civile è tale solo se garantisce dignità e decoro a persone sfortunate, senza farle sentire sempre ed ancora figli di un dio minore. Mi permetto di puntualizzare alcune cose, per rendere più comprensibile la gravità della situazione: le persone che risiedono ormai da anni in queste strutture hanno metabolizzato il fatto che quella è la loro casa definitiva. Hanno acquisito faticosamente il loro spazio e hanno i loro punti di riferimento e dall'altra parte, inevitabilmente hanno assorbito le patologie più varie di tutti gli altri ospiti. In altri termini, tendono a regredire nelle loro patologie specifiche.
Per quanto riguarda Simona, la recente perdita della madre ha ulteriormente destabilizzato un equilibrio che solo di recente ha faticosamente recuperato. Pensare di sradicarla dai suoi punti di riferimento è solamente folle. Anni fa, e molti lo ricorderanno, uscì un film fantastico e terribile: «Qualcuno volò sul nido del cuculo«. Forse andrebbe rimesso in circolazione e renderne obbligatoria la visione a chi ha preso questa decisione nefasta! Una società moderna e civile non può comportarsi in questo modo barbaro, con persone che non hanno la possibilità e la capacità di difendersi. Esiste la figura del Giudice Tutelare proprio per garantire la difesa di questi sfortunati! Con questo spero di riuscire a smuovere le coscienze sane del nostro Paese, che in altri tempi, ahimè, ha dettato le regole per un vivere civile. Siamo di nuovo in un fosco Medioevo, in attesa di un nuovo Rinascimento».

fonte:http://roma.corriere.it/

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