«Mia figlia Simona, disabile al 100% , ha perso la madre nel 2011 e risiede ormai da anni in una struttura fuori regione (Cam a Ferretto di Cortona, in provincia
di Arezzo). Questa sistemazione è stata resa necessaria dal fatto che
non vi erano e non vi sono tuttora strutture adeguate nel Lazio e
possibilmente vicine alla famiglia.

Nella
stessa situazione si trovano altri 10 compagni di viaggio. Le famiglie,
ogni volta che vanno a trovare i loro cari, sono costrette a viaggi
lunghi e faticosi, ma affrontati serenamente, tenuto conto che la Cam è
molto professionale e tratta con molto affetto i propri ospiti. Ma a
fine settembre la Regione Lazio, arbitrariamente ed unilateralmente, ha
deciso di tagliare pesantemente la sua partecipazione alle spese di
mantenimento per queste persone, forse «scomode» e da cancellare da una
società molto civile, dedita agli scandali ed alle ruberie, di cui le
cronache sono piene! La Regione non si è nemmeno preoccupata di
avvertire personalmente le famiglie, lo ha fatto la Cam! Quindi dal 1°
ottobre, le famiglie si dovrebbero accollare spese nemmeno lontanamente
sostenibili per il ceto medio (stiamo parlando di circa 3800 euro al
mese)!
Ogni ulteriore commento sarebbe possibile e facile,
fino al turpiloquio. Mi limito a far notare che una società civile è
tale solo se garantisce dignità e decoro a persone sfortunate, senza
farle sentire sempre ed ancora figli di un dio minore. Mi permetto di
puntualizzare alcune cose, per rendere più comprensibile la gravità
della situazione: le persone che risiedono ormai da anni in queste
strutture hanno metabolizzato il fatto che quella è la loro casa
definitiva. Hanno acquisito faticosamente il loro spazio e hanno i loro
punti di riferimento e dall'altra parte, inevitabilmente hanno assorbito
le patologie più varie di tutti gli altri ospiti. In altri termini,
tendono a regredire nelle loro patologie specifiche.

Per
quanto riguarda Simona, la recente perdita della madre ha ulteriormente
destabilizzato un equilibrio che solo di recente ha faticosamente
recuperato. Pensare di sradicarla dai suoi punti di riferimento è
solamente folle. Anni fa, e molti lo ricorderanno, uscì un film
fantastico e terribile: «Qualcuno volò sul nido del cuculo«. Forse
andrebbe rimesso in circolazione e renderne obbligatoria la visione a
chi ha preso questa decisione nefasta! Una società moderna e civile non
può comportarsi in questo modo barbaro, con persone che non hanno la
possibilità e la capacità di difendersi. Esiste la figura del Giudice
Tutelare proprio per garantire la difesa di questi sfortunati! Con
questo spero di riuscire a smuovere le coscienze sane del nostro Paese,
che in altri tempi, ahimè, ha dettato le regole per un vivere civile.
Siamo di nuovo in un fosco Medioevo, in attesa di un nuovo
Rinascimento».
fonte:
http://roma.corriere.it/
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