«Si tratta di cambiare l'approccio e promuovere una nuova cultura della disabilità nel nostro Paese», ha riferito in una nota il presidente del Cnu Luca Borgomeo. Perché per i circa 3 milioni di disabili che vivono nello Stivale (il 20% dei quali usa il computer e cerca di navigare in Internet) gli ostacoli esistono. Se da una parte c'è una legge, la n. 4 del 9 gennaio 2004 (legge Stanca) che ha previsto il pieno accesso ai disabili dei siti della pubblica amministrazione e dei servizi pubblici in genere, dall'altra permane una realtà diversa. «Nella Rai - rileva una nota del Cnu - le trasmissioni sottotitolate sono solo una minima parte, contrariamente ad altri paesi Ue come il Regno Unito, dove la sottotitolatura copre tutte le trasmissioni televisive. Ugualmente il servizio Rai dei programmi audiodescritti per i ciechi è stato sospeso negli ultimi tre mesi. Infine il Contratto di Servizio Stato/Rai, che scade fra pochi mesi, prevede un Tavolo permanente di confronto sulla disabilità che non è stato mai attivato».
Obiettivo del Tavolo permanente, le cui riunioni si terranno a Roma presso la sede del Cnu con cadenza periodica, sarà quello di individuare percorsi virtuosi che promuovano l'abbattimento delle barriere comunicative, l'eliminazione di ogni forma di rappresentazione irrispettosa della dignità delle persone con disabilità e l'elaborazione di proposte concrete per rendere effettiva la fruizione da parte di ciascuno del diritto alla comunicazione.
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