
MILANO
- Chi se la sente di sperimentare la lingua italiana dei segni ottiene
un piccolo sconto sull’ordinazione. Attaccate alla porta d’ingresso,
infatti, ci sono le foto di come si dicono birra o mojito in Lis. Per i
più timidi, invece, c’è una bacheca - "L'angolo del cocciuto" - con
tanti bigliettini tra cui scegliere da mangiare e da bere: si staccano,
si portano al bancone del bar e le difficoltà di comunicazione sono
risolte. A Bologna ha aperto "Senza nome", il primo locale gestito da
due ragazzi sordi che punta «sull’integrazione tra cibo e cultura e
sull’incrocio di linguaggi differenti», dice Alfonso Marrazzo (nella
foto sotto, a sinistra), 28 anni, originario di Salerno e laureato in
Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo. Tra un panino e
un caffè, infatti, il locale ospita mostre, concerti, djset,
presentazioni di libri e corsi di yoga o shiatsu in collaborazione con
Nunzia Vannuccini dell’associazione culturale Farm, che ne cura la
programmazione artistica.
REALIZZARE UN SOGNO
- «Io e Sara Longhi - l’altra ragazza che gestisce il "Senza nome"
(nella foto al centro) - lavoravamo già all’organizzazione di eventi
teatrali per le persone non udenti all’interno del Gruppo Camaleonte -
spiega Alfonso -, ma abbiamo sempre incontrato parecchie difficoltà,
legate soprattutto alla ricerca di spazi e di fondi». Il bar, invece,
sembra aver risolto il problema delle risorse economiche necessarie a
finanziare le attività culturali. «L’idea è quella di dar vita a un
luogo che possa far circolare idee e pensieri in movimento, incrociando
due linguaggi diversi come quello sonoro e quello visivo insieme, e
facendo interagire tra loro il mondo dei sordi con quello degli udenti -
continua Alfonso -. All’inizio eravamo molto preoccupati per la
reazione della gente. Ora però vediamo che le persone iniziano a volersi
cimentare con la Lis». E poi il bar dispone della connessione wi-fi
gratuita.
SPAZIO A CIBO E IDEE - Tra le curiosità del menù invece - dove
panini, friselle, bruschette e piadine portano il nome degli amici di
Alfonso e Sara che li hanno aiutati nella realizzazione di questo
progetto -, ci sono le "cene a cappello", le merende domenicali e un
vino tutto speciale. Le prime sono serate a tema in cui «lo chef di
turno propone i propri piatti a mo' di aperitivo e come se fosse un
artista di strada, mentre il vino consigliato dalla casa è un chianti
prodotto dalla fattoria La Muraglia di Monteriggioni, un’azienda
agricola sui colli senesi gestita dalla famiglia Convito e da alcune
persone sorde», racconta Alfonso. "Senza nome", un ambiente su due piani
suggestivo e informale con saletta fumatori e tavolini all’aperto
d’estate, si trova in pieno centro, in via Belvedere 11/b, è aperto
tutti i giorni tranne il lunedì dalle 15 alle 3 (la domenica fino alle
23) e per essere sempre aggiornati sulla programmazione culturale c’è
la pagina Facebook.
fonte:
http://www.corriere.it/
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