"L'autistico è una persona incapace di autonomia - spiega Nicoletti -, che non saprebbe uscire di casa per andare a scuola se non accompagnato, che difficilmente riuscirebbe a usare razionalmente un'arma da fuoco in maniera così reiterata, ma soprattutto è una persona che si tura le orecchie atterrito se solo sente battere le mani o entra in una stanza con la musica ad alto volume". Per Nicoletti "è facile associare al termine "autistico" quello di "asociale" e quindi condividere conclusioni assolutamente infondate, l'autismo evidentemente è una patologia di cui la categoria a cui appartengo ha una profonda ignoranza, eppure è la prima causa d'handicap, ci sono più autistici in giro di ciechi, sordi e down messi assieme (non lo dico io lo dice il Censis)". Un errore, quello commesso dai media, che potrebbe aggravare il peso di tante famiglie che vivono ogni giorno le difficoltà di avere un familiare disabile. "Non vorrei che tanti genitori come me da oggi, oltre il peso dell' indifferenza delle istituzioni, dell' emarginazione in strutture scolastiche non adeguate e della poca preparazione della nostra classe medica a fronte di un problema in crescita (nasce un autistico ogni cento bambini), dovesse pure sobbarcarsi il sospetto che il proprio ragazzo possa tirar fuori un' arma e fare una strage".
Anche Franco Bomprezzi, sul suo blog sul Corriere della sera, è intervenuto sulla questione. "Bisognerebbe dunque stare molto attenti a usare le parole e le definizioni - scrive Bomprezzi -, a stigmatizzare e delimitare il comportamento di una persona che improvvisamente decide di compiere un gesto mostruoso, apparentemente senza segnali evidenti che ne facciano presagire l'efferatezza. Anche perché ho la sensazione che comprensibilmente l'opinione pubblica americana stia cercando una via di fuga plausibile rispetto all'argomento principale e determinante, ossia la perniciosa e intangibile libertà di detenere e usare armi in quantità impressionante". Sulla vicenda è intervenuta anche l'Autistic Self Advocacy Network (Asan). "E' indispensabile che i commentatori e i media evitino di tracciare collegamenti inadeguati e infondati tra autismo o altre disabilità e violenza - spiega l'Asan -. Gli americani autistici e soggetti con altre disabilità non sono più inclini a commettere atti violenti rispetto ai non disabili. In realtà, le persone con disabilità di ogni tipo, tra cui l'autismo, hanno di gran lunga maggiori probabilità di essere delle vittime di crimini piuttosto che essere colpevoli di violenze".
fonte:http://www.superabile.it/
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