Solo 300 mila gli occupati, quasi tutti dipendenti e inseriti nel
pubblico impiego, con difficoltà a svolgere l'attività lavorativa. Forti
differenze di genere
ROMA - Quando si hanno limitazioni funzionali la speranza di un lavoro
si allontana. Secondo l'Istat lavora solo il 16 per cento delle persone
di 15-74 anni con autonomia limitata (300 mila, contro il 49,9 per cento
dei residenti in Italia). Sono alcuni dei dati emersi dal
Rapporto Istat sull'inclusione sociale delle persone con limitazioni dell'autonomia personale,
diffuso venerdì scorso. Gli inattivi sono l'81,2 per cento, contro il
dato nazionale del 45,4 per cento. Tra questi, è elevata la quota dei
ritirati dal lavoro (43,1 per cento, contro il 6,7 per cento della popolazione generale). I
disoccupati
sono circa 54 mila e circa 250 mila persone non hanno mai lavorato.
Netta la differenza di genere: tra gli uomini il 27 per cento ha un
lavoro, mentre il dato per le donne si ferma al 7,8 per cento. Allo
stesso modo, la quota di chi non lavora, non cerca lavoro e non ha mai
lavorato tra le donne è molto più elevata (21,5 per cento) che tra gli
uomini (2,2 per cento).
Per quanto riguarda gli occupati, la maggior parte sono dipendenti (76,9
per cento), con contratto a tempo indeterminato (85,9 per cento),
impiegati nel pubblico (54,7 per cento), con un part time (28,3 per
cento). Tra coloro che hanno limitazioni funzionali gravi, quasi la
totalità lavora come dipendente (91,2 per cento). Circa un quarto degli
occupati (24,4 per cento) ha problemi a svolgere l'attività lavorativa,
in particolare per l'orario e il tipo di lavoro, per motivi di salute o
per difficoltà funzionali, mentre l'11,7% lamenta la mancanza di
flessibilità (orario,
telelavoro, possibilità di
svolgere lavori meno faticosi). Complessivamente le persone che non
lavorano, attualmente non cercano lavoro e non hanno mai lavorato sono
250 mila, quasi tutte donne (93 per cento), in larga parte con gravi
limitazioni (64,4 per cento). Circa 69 mila persone non hanno mai
cercato lavoro per problemi di salute.
fonte:
http://www.superabile.it/
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