Nonostante le rassicurazioni all'acquisto del biglietto, una volta a bordo del treno il mio cane viene ritenuto d'intralcio
Le
Paralimpiadi attualmente in corso stanno riportando l'attenzione
dell'opinione pubblica sulle imprese sportive delle persone disabili,
mostrando come queste, al di là delle limitazioni che le loro condizioni
impongono loro, siano in grado di condurre una vita piena e in molti
casi autonoma. L'autonomia della persona disabile è
senz'altro il risultato in primis della sua stessa condizione (più o
meno invalidante), ma anche e soprattutto degli strumenti messi
a disposizione affinchè la persona possa vivere appieno la sua
esistenza. Molti e diversi sono gli ostacoli che le persone con
disabilità si trovano ad affrontare nella quotidianità, rappresentando
impedimenti anche nelle più (altrimenti) semplici operazioni della vita
di tutti i giorni, come ad esempio viaggiare.
Questa è la testimonianza di Renata Sorba, che racconta la sua esperienza di viaggiatrice non vedente accompagnata dal suo cane guida.
Sono
una non vedente che si muove sempre in compagnia di Rudy, un
meraviglioso cane guida che mi permette di condurre una vita autonoma e
di viaggiare. Mi capita spesso di utilizzare il servizio "per disabili"
offerto da Trenitalia per gli spostamenti in varie città italiane. Il
servizio è molto utile per chi, come me, ama viaggiare e soprattutto
vuole mantenere la sua autonomia.
Purtroppo, sempre più frequenti
sono gli spiacevoli episodi che si manifestano durante i viaggi in
treno, da parte del capo-treno e dell'assistenza ai disabili incaricata
all'accompagnamento all'interno della stazione.
Ogni qualvolta mi
sono trovata a viaggiare su un Frecciabianca, nonostante il posto
assegnato e l'avviso al capo-treno della presenza del cane guida, vengo
invitata in modo scortese a spostarmi altrove, poiché il cane viene
ritenuto d'intralcio. Al momento dell'acquisto del biglietto, invece,
vengo rassicurata in quanto il cane è il prolungamento della mia persona
e pertanto non dovrebbe creare problemi durante il viaggio.
Si è
verificato anche martedì 14 agosto, quando, sul treno da Torino Porta
Nuova a Venezia, il capotreno mi ha evidenziato il problema del cane.
All'arrivo
a Verona non sono stata presa in carico dal capo-treno che avrebbe
dovuto consegnarmi all'assistente disabili che mi attendeva sulla
banchina. Mi sono fatta aiutare da alcuni passeggeri per il recupero del
bagaglio e per guadagnarmi l'uscita. Tale disguido avviene per una
mancata collaborazione tra capo-treno e assistenza: l'incaricato
all'accompagnamento spesso non sale sul treno per timore di rimanerci in
quanto vengono chiuse le porte e ciò fa sì che il disabile in questione
venga lasciato solo.
Con questa mia testimonianza chiedo a chi
di dovere di provvedere e soprattutto di ricordare agli interessati che
la superficialità e la leggerezza con cui vengono fatte o omesse certe
azioni possono creare traumi ed insicurezze a chi quotidianamente si
impegna per avere autonomia e dignità.
fonte: http://www.disabili.com/
Blog nato a partire dalla mia esperienza di volontariato in piscina a contatto con persone con disabilità(ecco il perchè di "acquasenzabarriere"), successivamente ampliato anche a tematiche più generali, ma comunque curiose ed interessanti fonti di riflessione.
Nuovo blog
Presto il blog si trasferirà all'indirizzo disabilitasenzabarriere.it. Puoi già visitare il sito e inviarci la tua e-mail. La useremo soltanto per informarti quando il blog sarà attivo.
Un saluto!
Ilaria
lunedì 1 ottobre 2012
Cane guida ed esperienza(terrificante) in treno
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