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Ilaria

mercoledì 3 ottobre 2012

Freeshore", abiti alla moda per disabili ma i negozi li rifiutano

Si chiama Mec service l'azienda di Olgiate Olona (Varese) che crea abiti casual per chi è in carrozzina o ha un braccio ingessato. "Abbiamo provato anche a proporli ai negozi che vendono articoli sanitari, ma alcuni non hanno neanche voluto vederli"
MILANO - Abiti casual, belli e comodi, con un marchio che richiama spiagge e libertà: "Freeshore". Li ha creati un'azienda di Olgiate Olona (Varese), la Mec Service, e sono adatti a chiunque, da chi è su una carrozzina a chi ha una gamba o un braccio ingessato. Peccato che nessun negozio o grande magazzino voglia venderli.

"L'idea di questa linea di moda ci è venuta quando uno dei soci si è rotto una gamba e ha dovuto portare anche degli estensori -racconta Michela Colombo Gallazzi, amministratore unico della Mec Service-. Ci siamo resi conto che non esistevano abiti di qualità adatti. L'unica cosa che si poteva mettere era una tuta da ginnastica". Piccoli accorgimenti fanno il miracolo: con cerniere e bottoni piazzati nei punti giusti pantaloni, camicie, giacche, maglioni si adattano al corpo. In Italia le persone con disabilità sono una fetta di mercato che non sembra interessante. "E ci sono poi tante persone che hanno disabilità temporanee o problemi fisici che richiederebbero vestiti adatti - aggiunge Michela Colombo Gallazzi - Abbiamo provato anche a proporli ai negozi che vendono articoli sanitari, ma alcuni non hanno neanche voluto vederli". Sul sito web aziendale ci sono ancora i modelli degli "abiti senza barriere", ma la produzione è stata sospesa. "Riceviamo molte chiamate da persone che ci chiedono dove sono i nostri punti vendita -sottolinea l'amministratrice di Mec Service-. Abbiamo pensato anche alla vendita on line, ma non può funzionare perché vogliono provarli".
La storia della Mec Service verrà presentata sabato 3 dicembre a "La normalità della bellezza nella moda, tra canoni e diversità", evento organizzato da Laura Boerci, autrice e regista teatrale, e dall'associazione Atlha in occasione della Giornata mondiale dei diritti delle persone disabili. Si terrà, dalle ore 10 alle 19, nello scenario di Cascina Bellaria (Milano) e prevede, oltre a un convegno sul tema, anche una sfilata con modelle e modelli disabili. "I tempi sono cambiati -afferma Lino Brundu, presidente di Atlha-. Le persone con disabilità vogliono viaggiare, divertirsi e anche vestirsi bene. Vogliamo lanciare una sfida alla moda: abbia il coraggio di rispecchiare la società, che comprende anche le persone con disabilità. La moda si renda conto che ci sono persone che desiderano capi diversi dal solito". Tra le modelle sabato ci sarà anche Francesca Penno, 28 anni e dall'età di 6 sulla carrozzina. "Non è la mia professione -racconta-, ma ho iniziato perché volevo delle belle foto di me. La sorpresa è che alcuni fotografi mi hanno detto di no. Poi ho incontrato il fotografo Sambuelli e ne è anche nata una campagna, "Rifletti", sulla disabilità. Oggi ho in progetto di prestare il mio volto e il mio corpo per una campagna sull'Africa, visto che il mio fidanzato è africano". All'appuntamento di Cascina Bellaria interverranno anche Anna Russo, attrice e teatroterapista, Simona Giantin, personal shopper, Ilaria Glabusera, modella e miss deaf world 2011, Cinzia Rossetti, educatrice, Anna Colosio, responsabile del marchio di borse Nina e co. e Mauro Belletti, fotografo.

fonte:http://www.superabile.it/

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